Siria. Patriarca, ”Non è segreto che Turchia aiuta Isis”

Pubblicato il 15 Settembre 2015 15:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2015 15:45
Il Patriarca Ignatius Aphrem II

Il Patriarca Ignatius Aphrem II

ROMA – “C’è un Islam fanatico di gruppi in lotta col governo siriano, e ci sono Paesi che ancora aiutano questi gruppi. Lo voglio dire, non è un segreto che la Turchia aiuta il Daesh (Isis), permettendo loro di entrare e uscire dalla Siria, anche recentemente”.

Lo ha detto il Patriarca siro-ortodosso di Antiochia e tutto l’Oriente, Ignatius Aphrem II, ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000.

“Ci sono persone e gruppi – ha aggiunto il Patriarca siro-ortodosso – che comprano il petrolio dal Daesh, cosa che fornisce loro ulteriori introiti per finanziare la guerra e ci sono Paesi come Arabia Saudita e Qatar che sono coinvolti anch’essi nella guerra in Siria, sostenendo questi gruppi di terroristi”. “La guerra in Siria”, ha ricordato Aphrem II, è “durata ormai più della Prima Guerra Mondiale perché molti sono i Paesi coinvolti in questo conflitto.

”Noi speriamo che la fine della guerra arrivi presto. Ci sentiamo incoraggiati dal dialogo che si sta avviando tra Russia e Stati Uniti d’America perchè sappiamo bene infatti che senza un accordo tra Russia e America, non penso che la fine della guerra arriverà”. L’apertura di Putin, alleato del presidente Assad, ad una transizione pacifica con nuove elezioni e un governo con membri anche dell’opposizione, ha sottolineato Aphrem II, “può essere una buona strada, purché saranno i siriani stessi a percorrerla da soli, e non si tratti di una soluzione imposta dall’esterno.

Semmai dall’esterno si dovrebbe aiutare i siriani a mettere insieme,  se ci sarà un accordo, un nuovo governo che sia formato includendo anche l’opposizione, che per me sarebbe benvenuto. Io credo che ogni siriano abbia il diritto di ricostruire la Siria”.

Il Patriarca siro-ortodosso ha infine ricordato che “ora la maggioranza dei nostri fedeli vive in Occidente, non più in Oriente,  abbiamo proprio in questo momento molti profughi per strada, diretti verso l’Europa, e abbiamo perso tanti nostri fedeli, affogati in mare”.