Siria, “il rilascio di mille detenute per le 12 suore rapite a Maalula”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Dicembre 2013 17:13 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2013 17:13
Siria, "il rilascio di mille detenute per le 12 suore rapite a Maalula"

Siria, “il rilascio di mille detenute per le 12 suore rapite a Maalula”

DAMASCO – “Il rilascio di mille detenute siriane in cambio delle 12 suore rapite a Maalula“: è quanto chiedono i rapitori delle religiose al regime di Bashar Al-Assad. La richiesta sarebbe pervenuta al governo di Damasco, tramite il Vaticano

Non più tardi di quattro giorni fa, Papa Francesco aveva chiesto di pregare per le suore e la loro liberazione. In un filmato, diffuso dall’emittente Al Jazeera, i gruppi di rivoltosi hanno voluto mostrare che le religiose sono state trattate bene.

Il video mostra le suore del monastero greco-ortodosso di Santa Tecla con le vesti nere, apparentemente in buona salute, senza che sia precisato né da chi stia girando il video, né dove si svolga la scena. ”Un gruppo ci ha portato qui e ci protegge e siamo molto contente di loro”, afferma una delle monache. “Potete contarci, 12 suore e tre civili — spiega un’altra — nessuna è morta. Siamo tenute in una villa molto bella”.

Le suore rispondono alle domande di un uomo che non viene inquadrato. Alcune abbassano la testa al passaggio della telecamere. Un’altra spiega che si sono installate ”in una città molto bella” e smentisce le informazioni secondo le quali sarebbero state rapite.

La loro tranquillità sembra in contraddizione con la rivendicazione delle Brigate per la liberazione di Qalamoun, che sostengono di tenerle in ostaggio. Il rapimento sarebbe avvenuto lunedì 2 dicembre, quando i ribelli, tra cui alcuni jihadisti, avevano preso il controllo della città cristiana. I media vicini al regime di Damasco hanno accusato i ribelli di usare le donne come ”scudi umani”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Asharq al-Awsat, il gruppo jihadista ha preteso la scarcerazione di “un migliaio di donne siriane tenute nelle prigioni del regime”. E la richiesta sarebbe arrivata al governo di Damasco attraverso il Vaticano: Pelagia Sayyaf, Madre superiora di Santa Tecla, avrebbe contattato la Santa Sede con un telefono satellitare.