Siria. Save the Children, tre milioni di bambini non vanno a scuola, aiuti

Pubblicato il 31 Marzo 2015 14:34 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2015 14:34
Bambini siriani

Bambini siriani

KUWAIT, KUWAIT CITY – Sono tre milioni i bambini che in Siria non hanno la possibilità di andare a scuola. Negli ultimi quattro anni di conflitto, il tasso di iscrizioni all’educazione di base è crollato da quasi il 100% al 50%.

In alcune aree come quella di Aleppo solo il 6% di bambini hanno accesso all’istruzione. Nel solo 2014 la metà dei bambini rifugiati non ha ricevuto alcuna forma di educazione.

Questa la denuncia di Save the Children, nel giorno in cui a Kuwait City si è aperta la Terza Conferenza dei Donatori per la Siria. “E’ fondamentale incrementare il sostegno ai programmi educativi in Siria e renderli più flessibili, in un contesto in continuo cambiamento, investendo non soltanto su progetti che abbiano come obiettivo le strutture e i materiali scolastici ma anche sulla formazione e il sostegno per gli insegnanti.

Ad oggi manca il 50% delle risorse economiche necessarie per finanziare i programmi di educazione”, spiega Roger Hearn, direttore della regione Medio Oriente di Save the Children. La Siria ha perso infatti almeno il 22% degli insegnanti che aveva prima dell’inizio del conflitto, centinaia sono morti e migliaia sono scappati dal Paese. Almeno un quarto delle scuole sono state danneggiate o distrutte.

L’ultimo rapporto di Save the Children dal titolo The cost of war, stima siano necessari 3,2 miliardi di dollari per recuperare le strutture scolastiche danneggiate, distrutte o occupate e provvedere alla formazione di nuovi insegnanti. Per molti bambini rifugiati siriani l’educazione a tempo pieno è un lusso: la maggior parte dei bimbi in età scolare non riceve alcuna forma di istruzione e solo 340 mila sono coinvolti in programmi di educazione informale.

In alcune aree, come il Libano, la situazione è ancora peggiore. Il 78% dei bambini siriani rifugiati sono fuori dalla scuola. “E’ fondamentale che in occasione della Conferenza dei Donatori venga data priorità all’istruzione, come una componente chiave della risposta alla crisi in Siria”, conclude Hearn.

L’Unione europea e gli stati membri hanno annunciato un “significativo aumento” degli aiuti umanitari in Siria portandoli a quasi 1,1 miliardi di euro, di cui 500 milioni dal bilancio comunitario. La cifra globale raddoppia l’intervento europeo rispetto al 2014, mentre il contributo dal bilancio Ue quasi triplica rispetto allo scorso anno. L’annuncio è stato dato in a Kuwait City dal Commissario Europeo per gli Aiuti Amanitari, Christos Stylianides, nel corso della conferenza dei donatori.

Dal canto loro gli Stati Uniti hanno annunciato un impegno finanziario di 507 milioni di dollari in aiuti umanitari per la Siria. La somma è stata comunicata dall’ambasciatore presso l’Onu, Samantha Powers, durante la Conferenza dei Paesi Donatori per la Siria in corso martedi.