Siria. Sick, ”Qualche speranza dopo vertice Usa-Russia”

Pubblicato il 29 Settembre 2015 9:56 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 9:56
Obama e Putin all'Onu

Obama e Putin all’Onu

ROMA – “Con il vertice russo-americano si è innescato l’unico meccanismo in grado di aprire qualche speranza per la Siria, anche se non possiamo aspettarci una svolta in tempi rapidi. E il de-conflicting sarà forse l’unico risultato immediato dell’incontro tra Barack Obama e Vladimir Putin”.

Lo dice a Repubblica, Gary Sick, professore alla Columbia university. De-conflicting, spiega Sick,”è un neologismo che indica la prevenzione della conflittualità: nel caso specifico significa evitare che, per un errore magari banale, si verifichi uno scontro tra le forze militari russe in Siria e gli aerei del Pentagono, o della Francia, che bombardano l’Isis”.

Su una possibile soluzione della crisi siriana “ci sono – spiega – due novità importanti: la prima è lo sbarco in Siria dei russi, che non vogliono né un collasso di Bashar al-Assad, né che lo Stato Islamico conquisti Damasco. La seconda novità è che Washington è ora pronta a dialogare anche con Teheran”.

Alla domanda su come trovare un accordo se Obama insiste per mandare via Assad mentre Mosca e Teheran lo vogliono tenere, l’analista replica: “Al di là delle posizioni pubbliche che appaiono molto rigide, gli Stati Uniti sono oggi più flessibili sui tempi dell’abbandono di Assad, anche perché si rendono conto che, se andasse via oggi, l’esercito siriano collasserebbe e a Damasco arriverebbero i jihadisti dell’Isis, che nessuno vuole”.

”Si punta dunque a un compromesso in nome del realismo”. Non saranno i militari russi a prendere l’offensiva, secondo Sick: “Ne dubito. Sia la Russia che gli iraniani vogliono una soluzione politica che porti alla sconfitta dell’Isis. Certo, a Obama non fa piacere che Putin abbia messo un piede in Siria: ma è quello che è successo e la Casa Bianca deve fronteggiare la nuova realtà”.