Siria, Germania blocca vendita armi alla Turchia. Di Maio: “Che lo faccia tutta l’Ue”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Ottobre 2019 19:57 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2019 20:34
Siria, 60 civili uccisi in 3 giorni. Germania blocca la vendita di armi alla Turchia

Foto Ansa

ANKARA – In Siria continua l’offensiva turca. Migliaia i curdi in fuga dai territori bersagliati dagli attacchi dell’esercito turco e dai bombardamenti. Proseguono, infatti, per il quarto giorno consecutivo le operazioni militari della Turchia nel nord della Siria. Nel frattempo la Germania ha deciso di fermare le vendita di armi alla Turchia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas alla Bild am Sonntag. Una misura, ha spiegato, che intende colpire l’operazione militare avviata da Ankara nel nord est della Siria. Nel 2018, la Germania ha venduto alla Turchia armi per un totale di 240 milioni di euro.

Anche il ministro degli Esteri Luigi di Maio dice: “Lunedì al consiglio Ue dei ministri degli Esteri, come governo, chiederemo che tutta l’Ue blocchi la vendita di armi alla Turchia. Basta armi alla Turchia lo diciamo a tutta Europa”, urla Di Maio replicando ad un gruppo di manifestanti che fa irruzione nell’Arena Flegrea chiedendo che non siano più vendute armi al governo di Erdogan.

Intanto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che  almeno 10 civili sono stati uccisi nei bombardamenti turchi nel nord-est della Siria. E sono almeno 60 i civili uccisi, tra cui 7 donne e sei minori, nelle ultime 72 ore, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa curdo-siriana. In un comunicato diffuso dalla stessa organizzazione di soccorso medico della regione autonoma nord-orientale siriana, si fa l’elenco delle 60 persone uccise tra il 9 e l’11 ottobre nelle regioni a ridosso della frontiera turca.

Considerando “l’offensiva militare turca nel nord-est della Siria, il governo federale non concederà nuove autorizzazioni per tutti gli armamenti che potrebbero essere utilizzati dalla Turchia in Siria”, ha detto il ministro come riporta un’anticipazione dell’edizione domenicale del quotidiano tedesco Bild.

Già dal 2016 Berlino ha seguito una linea molto restrittiva per le esportazioni di armi verso la Turchia, in particolare dopo l’offensiva militare turca nella regione siriana settentrionale di Afrin, ha ricordato Maas come riporta ancora l’anticipazione della Bild am Sonntag (Bams) fuori di virgolette. Uno stop all’export di armamenti non era stato ancora imposto, viene aggiunto.

I 242,8 milioni di euro di forniture del 2018 hanno rappresentato quasi un terzo di tutte le esportazioni di armi tedesche, che per valore ammontano a 770,8 milioni di euro, ricorda la Bams. Nei primi quattro mesi di quest’anno la Turchia ha ottenuto dalla Germania armi per 184,1 milioni di euro e così resta, come nel 2018, al primo posto tra paesi importatori di armamenti tedeschi.

La Lega araba riduce le relazioni con la Turchia. 

I ministri degli Esteri dei Paesi della Lega Araba hanno deciso di assumere «misure urgenti per far fronte all’aggressione turca contro la Siria», comprese la riduzione delle relazioni diplomatiche, la cessazione della cooperazione militare e la revisione delle relazioni economiche. Lo si legge nel documento finale della Lega Araba, ricevuto dall’ANSA, al termine di una riunione d’urgenza svoltasi oggi al Cairo. (Fonte Ansa).