Sochi. Le minacce dei ribelli islamisti caucasici contro le Olimpiadi

Pubblicato il 29 dicembre 2013 18:45 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2013 18:45
Ribelli caucasici

Ribelli caucasici

RUSSIA, MOSCA – L’attentato di domenica nella stazione di Volgograd, la ex Stalingrado, da parte di una donna kamikaze rilancia le preoccupazioni per la sicurezza dei giochi olimpici di Sochi finiti nel mirino dei ribelli islamisti del Caucaso settentrionale.

Ad affermare pubblicamente la determinazione a “impedirne lo svolgimento ad ogni prezzo” e con la “massima forza” era stato a luglio con un video di quattro minuti il ceceno Doku Umarov, il ”Bin Laden russo”, che ha rivendicato i piu’ sanguinosi recenti attentati a Mosca. In quell’occasione aveva invitato i suoi seguaci, in nome di Allah e della ”jihad globale”, ad attaccare diversi obiettivi in Russia compresi quelli Olimpici.

”Vogliono organizzare i Giochi Olimpici sulle ossa dei nostri antenati, di numerosi musulmani morti e sepolti nelle nostre terre sul Mar Nero, e come mujaheddin siamo obbligati a non permetterlo, usando qualsiasi metodo consentitoci dall’onnipotente Allah”, ha tuonato l’Emiro quarantanovenne che nel video appariva in tuta mimetica.

Umarov ha initato anche i “fratelli” di altre regioni russe a maggioranza musulmana, dal Tatarstan al Bashkortostan, a combatterle. Sochi, cittadina balneare nel Sud della Russia, dista meno di 200 chilometri da Cecenia e Daghestan, regione di cui era originaria la donna kamikaze che due mesi fa si era fatta esplodere nella stessa Volgograd in un bus pieno di studenti falciando sei vite.