Somalia/ A Mogadiscio infuria la guerra tra governo e ribelli islamici. 113 morti e 27 mila profughi

Pubblicato il 14 maggio 2009 14:54 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2009 14:54

Mogadiscio è piombata nuovamente nel caos più totale, devastata dallo scontro tra i militanti islamici e le forze governative. Alcune organizzazioni per i diritti umani denunciano l’uccisione di almeno 113 civili.

Mentre l’opinione pubblica mondiale è concentrata sullo scenario strategico in Iraq e Afghanistan, pochissime sono le notizie che provengono dalla martoriata capitale della Somalia.

Dalla fine della settimana scorsa almeno 27 mila persone stanno abbandonando Mogadiscio, unendosi alla schiera dei profughi in fuga. La drammatica situazione è acuita dalla grave siccità che affligge il Paese da tre anni.

Il gruppo di estremisti islamici Al Shabaab e il governo si contendono il controllo della capitale e del sud della Somalia. Il Gun, la debole coalizione di unità nazionale governa ormai solo alcune zone di Mogadiscio.

L’improvvisa escalation della guerra è il risultato della lotta intestina tra i ribelli islamici impegnati nella jihad (guerra santa). La coalizione Al Shabaab ha attaccato il “signore della guerra” Sheikh Yusuf Mohamed Siad che aveva lasciato il controllo del suo esercito e delle sue armi a un altro leader dell’opposizione, Sheikh Hassan Dahir Aweys.

Sia Aweys che Al Shabaab sono accusati dagli Stati Uniti di essere legati ad Al Qaeda.