Somalia, commando islamico assalta albergo a Kismayo: almeno 25 morti

di alberto francavilla
Pubblicato il 13 Luglio 2019 10:27 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2019 11:04
Somalia, commando di terroristi islamici assalta albergo a Kismayo: almeno 12 morti

Somalia, uno dei tanti assalti agli alberghi nella foto d’archivio Ansa

ROMA – Assalto a un albergo di Kismayo, in Somalia. Almeno 26 persone sono rimaste uccise e oltre 50 sono rimaste ferite nell’attacco condotto da militanti islamici di shebab a un albergo della città portuale somala. “Le forze di sicurezza hanno il controllo dell’hotel, l’ultimo terrorista è stato ucciso. corpi di persone uccise o ferite sono sparpagliati nella struttura, per questo non abbiamo ancora il bilancio esatto. Per ora possiamo confermare che ci sono 12 morti e 30 feriti”, ha detto Abdiweli Mohamed, un responsabile locale della sicurezza.

L’attacco è iniziato nel tardo pomeriggio del 12 luglio con un’autobomba esplosa all’ingresso della Medina, un hotel affollato nel centro di Kismayo, secondo fonti di sicurezza. Poi i terroristi sono entrati nell’hotel, dove si sono scontrati con le forze di sicurezza. Gli uomini di shebab hanno riprodotto schema che sono soliti usare nella capitale Mogadiscio.

“Crediamo che quattro uomini armati siano stati coinvolti nell’attentato e che il bilancio delle vittime potrebbe peggiorare”, ha detto Mohamed.

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Secondo testimoni, l’hotel è stato in gran parte distrutto dall’esplosione e dalle raffiche di proiettili. “L’intero edificio è in rovina, ci sono cadaveri e feriti che sono stati recuperati all’interno, e le forze di sicurezza hanno isolato tutta l’area”, ha detto un testimone, Muna Abdirahman. “Gli aggressori indossano uniformi della polizia somala”, ha aggiunto.

Secondo diverse fonti locali, l’hotel ospitava principalmente uomini d’affari e politici che erano in città per la preparazione delle elezioni presidenziali nella regione semi-autonoma del Jubaland, prevista per la fine di agosto.

Shebab, che ha ripetutamente condotto questo tipo di operazione a Mogadiscio, ha rivendicato l’attacco contro i “funzionari apostati dell’amministrazione Jubaland”. Scacciata dalla capitale nel 2011, la shebab ha poi perso la maggior parte delle sue roccaforti. Ma controlla ancora vaste aree rurali dalle quali conducono operazioni di guerriglia e attentati suicidi, anche nella capitale, contro obiettivi governativi, di sicurezza o civili. (Fonte Agi).