Somalia/ 22 morti, soprattutto civili a Mogadiscio. Proseguono i combattimenti tra ribelli islamici, truppe governative e peacekeepers

Pubblicato il 21 agosto 2009 8:21 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2009 11:27

230322_XSA104_APIn Somalia si combatte senza tregua e la popolazione civile continua a pagare un tributo altissimo in termini di vite umane. Ci sarebbero almeno 22 morti a Mogadiscio, causati da violenti combattimenti scoppiati tra ribelli islamici, truppe governative e i peacekeepers (gli operatori di pace) dell’Unione Africana.

«Abbiamo visto 17 persone morte, e ne abbiamo portate altre 40 in ospedale”, ha riferito a un inviato Reuters Ali Musa, dirigente del servizio ambulanze.

Altre cinque persone sono morte al mercato Bakara di Mogadiscio quando un colpo di mortaio ha colpito un ristorante affollato, secondo la testimonianza di un imprenditore.

La Somalia è martoriata da 18 da una guerra civile che ha privato il paese di un governo ufficiale gettandola in uno stato di anarchia permanente.

La comunità internazionale sostiene il governo del presidente Sheikh Sharif Ahmed, appoggiato dall’Onu, che sta combattendo diversi movimenti ribelli, tra cui al Shabaab. Secondo gli Usa, il gruppo è affiliato ad al Qaeda.

Ieri erano morte altre 21 persone, sempre in seguito a scontri tra gli estremisti islamici di Al Shabaab e le forze filo-governative.