Somalia, fucilazione pubblica per due ragazzine. Gli Shabab: “Erano delle spie”

Pubblicato il 29 Ottobre 2010 11:23 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2010 11:39

Un’esecuzione pubblica come uno spettacolo: è quello che è successo in Somalia, dove centinaia di persone hanno assistito alla fucilazione di due ragazzine, accusate di essere delle spie.

Ayan Mohamed Jama, 18 anni, e Huriyo Ibrahim, 15 anni, sono state portate davanti a centinaia di concittadini del paese di Beledweyne, città al confine con l’Etiopia. Poi dieci uomini dal volto coperto hanno aperto il fuoco contro di loro.

Ad emanare la “sentenza” era stato un “giudice” del gruppo ribelle islamista Shabab.

Secondo la testimonianza di uno degli abitanti di Beledweyne, qualche giorno prima i miliziani sono andati in giro a terrorizzare i residenti per costringerli a prender parte all’esecuzione.

Secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni le due giovani di 17 e 18 anni, ”sono state fatte accovacciare per terra, con le mani legate sulla schiena, e alcuni uomini col il volto coperto hanno sparato alle loro spalle uccidendole”. Si tratta della prima condanna a morte di questo tipo nei confronti di donne

All’inizio di questo mese a Mogadiscio gli Shabaab hanno messo a morte altri due uomini accusati anche loro di essere delle spie. I ribelli integralisti, che controllano gran parte del centro-sud della Somalia e sono ritenuti il braccio di al Qaida nella regione, applicano una strettissima forma di sharia (la legge islamica) ed eseguono regolarmente condanne a morte in pubblico.

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