Somalia, a Mogadiscio uccisi 230 civili in due settimane

Pubblicato il 7 Settembre 2010 13:21 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2010 14:03

Oltre 230 civili sono stati uccisi e almeno 400 feriti nelle ultime due settimane a Mogadiscio nei combattimenti tra truppe governative somale e insorti islamici shabaab. Lo ha detto l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) secondo il quale in seguito al riesplodere delle violenze si contano anche 23 mila profughi mentre nel corso dell’anno sono oltre 200 mila le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case.

L’Unhcr si è detto ”allarmato per l’ulteriore peggioramento” nella situazione giù gravissima nella capitale della Somalia. Le persone che sono riuscite a fuggire da Mogadiscio hanno raccontato al personale dell’Unhcr in Somalia che le strade della capitale sono deserte e che le persone hanno troppa paura per uscire dalle loro case. “E in queste condizioni – ha sottolineato la portavoce Melissa Fleming – le distribuzioni di aiuti stanno diventando rare e quelli che si avventurano fuori rischiano la vita”.

Fuggire da Mogadiscio è diventato ancora più difficile pericoloso, ha aggiunto la portavoce. Dall’inizio dell’anno, 37mila somali sono riusciti a fuggire in Kenya, un dato in calo di circa un terzo rispetto ai primi otto mesi del 2009, ed anche gli sbarchi di rifugiati somali in Yemen sono scesi con un totale di 7.300 dall’inizio del 2010, pari a circa la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’Etiopia è il solo Paese della regione che ha registrato un aumento degli arrivi di somali, per un totale di 20mila dall’inizio dell’anno. A fine agosto, il numero di rifugiati somali era infatti di 614mila, cui si sommano 1,4 milioni di sfollati interni.

Per l’Unhcr, in Somalia, ‘il collasso dello stato, la spirale di violenza e l’anarchia, sommate alla povertà, hanno condotto a una delle crisi peggiori crisi umanitarie nel mondo e a sofferenze inaccettabili per la popolazione civile”. Dopo l’Afghanistan e l’Iraq, la Somalia è il Paese che genera il più alto numero di profughi nel mondo.