Sottomarino scomparso, parenti membri equipaggio si costituiscono parte civile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 novembre 2017 22:13 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2017 22:13
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Sottomarino scomparso, parenti membri equipaggio si costituiscono parte civile

BUENOS AIRES – I familiari di sette dei 44 membri dell’equipaggio dell’Ara San Juan, il sottomarino sparito nell’Atlantico del Sud lo scorso 15 novembre, si sono costituiti parti civili nel fascicolo aperto da un magistrato federale argentino per indagare sull’episodio.

L’avvocato Luis Tagliapietra, padre del tenente di corvetta Alejandro Damian Tagliapietra, ha spiegato alla stampa che l’obiettivo dell’iniziativa è quello di “preservare le prove sulle comunicazioni” ma anche di “districare l’evidente rete di menzogne” della Marina “che solo riconosce le cose alla fine, e su pressione dei media”.

“Il colmo è stato giovedì scorso, quando si è confermata l’esplosione, il peggiore giorno della mia vita”, ha aggiunto Tagliapietra, sottolineando che “ora possiamo solo respirare profondamente e andare avanti, perché glielo dobbiamo a mio figlio e ai suoi 43 compagni”.

L’avvocato ha spiegato che, per esempio “non c’era nulla di confidenziale nel dire che il sottomarino aveva una batteria avariata, alla fine hanno dovuto riconoscerlo, ma questo poi provoca dubbi ed incertezze”.

Intanto poche ore fa è stato diramato l’ultimo bollettino della Marina Militare argentina. E’ stata controllata dalle unità navali ed aree il 68% della zona dove dovrebbe trovarsi il sottomarino argentino Ara San Juan. Al momento non è stata scoperta alcuna traccia della sua presenza.

Lo ha detto oggi il portavoce della Marina militare, Enrique Balbi, che ha spiegato alla stampa come anche con i nuovi dati forniti dall’Organizzazione del Trattato per la Proibizione Completa dei Test Nucleari (Ctbto, nella sua sigla in inglese), che hanno precisato il luogo dove è stata rilevata un’esplosione tre ore dopo l’ultimo contatto con il San Juan, l’area da esplorare è di fatto enorme.

“Si tratta di una zona di circa 40 mila chilometri quadrati, l’equivalente di venti volte la superficie della capitale federale”, ha detto Balbi, in riferimento all’estensione della città di Buenos Aires, un’area metropolitana con più di 14 milioni di abitanti. Il portavoce ha sottolineato che “è molto difficile stabilire quanto ci vorrà per controllare il 100% dell’area indicata, perché le navi vanno avanti a velocità ridotta, per permette che i sonar e le sonde possano rilevare l’eventuale presenza del sottomarino”.

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