Spazio. Strutture del cargo russo Progress potrebbero cadere sulla Terra

Pubblicato il 5 Maggio 2015 8:45 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2015 8:45
Il cargo russo Progress

Il cargo russo Progress

FIRENZE – Alcune strutture del cargo russo Progress potrebbero non disintegrarsi nell’impatto con l’atmosfera e raggiungere la Terra ma non è possibile al momento prevedere dove potranno cadere. E’ quanto indicano i calcoli più recenti ai quali stanno lavorando gli esperti di tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti. Al momento il periodo indicato come il più probabile per l’impatto è quello intorno a sabato 9 maggio.

”L’incertezza è ancora molto alta e soltanto nei prossimi giorni nuovi calcoli consentiranno di avere un quadro più preciso della situazione”, ha osservato Alessandro Rossi, dell’Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).

Sempre secondo le stime più recenti, suscettibili di revisione nei prossimi giorni, tra le parti più massicce e robuste del veicolo che potrebbero superare l’impatto con l’atmosfera potrebbero esserci sia i serbatoi sferici, sia l’anello che fa parte della struttura che avrebbe permesso al Progress di agganciarsi alla Stazione Spaziale Internazionale. E’ stata invece calcolata con precisione l’orbita nella quale il veicolo di trova attualmente: ”è un’orbita meno ellittica rispetto a quella calcolata nei giorni scorsi”, ha detto Rossi.

Il punto più distante dalla Terra si trova a 223 chilometri e il più vicino a 174. Lungo oltre 7 metri e con il diametro di 2,7, il cargo Progress M-27M pesa circa 7 tonnellate. E’ più piccolo rispetto a Goce, il satellite europeo grande come un autobus a due piani i cui frammenti sono precipitati nel Pacifico nel novembre 2013. Il Progress era il secondo cargo russo destinato a raggiungere la Stazione Spaziale nel 2015, per consegnare all’equipaggio un carico di 3 tonnellate tra rifornimenti, materiali scientifici e pezzi di ricambio.

Nella storia della stazione orbitale sono stati 59 i cargo Progress che si sono agganciati con successo. Questa volta, però, le cose sono andate male e il veicolo è sfuggito al controllo a pochi minuti dal lancio, avvenuto lo scorso 28 aprile dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhstan. La Commissione di indagine incaricata dall’Agenzia spaziale russa Roscosmos di far luce sulle cause dell’incidente è intanto al lavoro per individuare la causa del problema e si tratta innanzitutto di capire se si sia trattato di un guasto del Progress o del lanciatore Soyuz.

Il cargo avrebbe dovuto agganciarsi alla Stazione Spaziale dopo un viaggio di 6 ore per consegnare un carico di 3 tonnellate tra rifornimenti, materiali scientifici e pezzi di ricambio. Ma presto si è verificato un problema che ha costretto a ripianificare la missione, estendendo la durata del viaggio a 2 giorni. La situazione si è complicata ulteriormente quando è diventato letteralmente impossibile controllare il cargo, che ha cominciato a ruotare su stesso come una trottola.

Non sono serviti i tentativi di stabilire una comunicazione fatti dal centro di controllo a Mosca. Sono stati inviati i comandi per stabilizzare il veicolo, che però ha continuato a girare su stesso. Quindi la decisione di abbandonare l’idea di poterlo recuperare e di lasciarlo precipitare. Gli astronauti della Stazione Spaziale non hanno mai corso rischi: non c’è mai stato pericolo di collisione (i due veicoli sono su orbite diverse e distanti fra loro), nè è un problema irreparabile la mancata consegna dei rifornimenti.