Squali attaccano Google: mangiano i cavi internet nei mari, ingenti i danni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Agosto 2014 9:03 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2014 9:03
Squali attaccano Google: mangiano i cavi internet nei mari, ingenti i danni

Squali attaccano Google: mangiano i cavi internet nei mari, ingenti i danni

ROMA – Gli squali attaccano Google e il colosso di internet corre ai ripari. L’oggetto degli attacchi sono i cavi subacquei di Google, che vengono morsi senza pietà dagli squali, ignari di creare non pochi danni nella trasmissione di dati del colosso. Ora Google ha deciso di correre ai ripari, inserendo un rivestimento speciale per proteggere dagli attacchi degli squali le strutture sottomarine.

Cristina Cucciniello su Repubblica scrive:

“La soluzione all’annoso problema è emersa durante il Cloud Roadshow organizzato da Google a Boston. Uno dei dirigenti della casa di Mountain View, Dan Belcher – intervistato dal Network World – ha ammesso che l’azienda sta prendendo provvedimenti al fine di proteggere le linee sottomarine dagli attacchi dei pescecani. Come? Con guaine in materiale simile al Kevlar, materiale che, a parità di peso, è ben cinque volte più resistente dell’acciaio”.

Google riuscirà così a proteggere la preziosa rete sottomarina costata ben 300 milioni di dollari:

“”FASTER”, ovvero “più veloce” è il nome della nuova linea, per un investimento che costerà alle casse di Mountain View ben 300 milioni di dollari. FASTER collegherà la costa occidentale statunitense al Giappone; la nuova linea – secondo quanto annunciato da Urs Hölzle, responsabile dell’area infrastrutture di Google – sarà 10 milioni di volte più veloce dei cavi attualmente in uso. FASTER arriva dopo i precedenti investimenti infrastrutturali dedicati dal motore di ricerca all’utenza asiatica: “Unity” nel 2008 e la “South East Asia Japan Cable” del 2011. La sfida, oggi, è fornire un servizio non solo più veloce, ma anche più affidabile, soprattutto all’utenza Android ed agli utilizzatori della Google Cloud Platform, spiega Hölzle sul suo profilo Google Plus”.

Un investimento così importante e assolutamente da proteggere:

“un morso di uno squalo causerebbe perdita di trasmissione dei dati e perdita di quel concetto di affidabilità che Mountain View desidera offrire all’utenza”.

Ma non è la prima volta che gli squali attaccano cavi sottomarini:

“Già nel 1987 il New York Times raccontava dell’inspiegabile passione degli squali per la fibra ottica, che causava – per ogni morso – allo squalo la perdita di un dente, alle compagnie telefoniche dei due lati dell’Atlantico ben 250.000 dollari di spesa per singola riparazione ed ai biologi marini un sussulto di gioia per la possibilità imprevista di raccogliere nuovi dati sulla vita dei predatori”.

Il motivo degli attacchi resta però ignoto:

“gli attacchi ai cavi potrebbero essere scatenati dalla capacità – riconosciuta da molti studi – da parte degli squali di sentire i campi elettromagnetici. Oppure, potrebbe esserci la curiosità animale alla base degli assaggini: è quel che sostiene Chris Lowe, responsabile dello Shark Lab della California State University. E con le guaine in materiale rinforzato, la curiosità potrebbe costare qualche incisivo in più agli squali e qualche connessione persa in meno agli umani”.