Sri Lanka, Onu denuncia ”Bagno di sangue” nella interminabile guerra tra Tigri Tamil e truppe governative

Pubblicato il 11 maggio 2009 18:34 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2009 18:34

Le Nazioni Unite hanno denunciato che nello Sri Lanka sta avendo luogo ”un bagno di sangue” e che vi sono oltre 100 bambini tra le centinaia di vittime dei bombardamenti avvenuti nel nord del Paese nello scorso fine settimana, a quanto riferisce il New York Times.

L’esercito accusa le Tigri Tamil della mattanza, mentre i ribelli puntano l’indice contro il governo, che avrebbe bombardato le zone nelle quali si trovano i rifugiati fuggiti dalle zone di guerra.

Gordon Weiss, portavoce delle Nazioni Unite a Colombo, capitale del Paese, ha detto alla stampa che queste ultime hanno continuamente avvertito le autorità governative che la situazione stava diventando drammatica dal momento in cui il numero delle vittime civili ha cominciato ad aumentare negli ultimi mesi con l’acuirsi dei combattimenti. «Il grande numero di civili uccisi nello scorso fine settimana dimostra – ha affermato Weiss – che il bagno di sangue è diventato realtà».

Il sito ufficiale delle Tigri Tamil accusa dal canto suo il governo di una «carneficina continua», dichiarando che sarebbero almeno 3.500 le vittime da domenica e 130.000 i rifugiati senza adeguata assistenza. Fonti sanitarie governative hanno comunicato dalla zona di guerra che colpi di artiglieria avrebbero ucciso 378 civili e feriti altri mille, una carneficina che secondo il governo è avvenuta perché i civili sarebbero usati dai ribelli Tamil come scudi umani.

Il governo ha smentito categoricamente i bombardamenti contro i civili, definendo le notizie che arrivano dalle zone di guerra ”propaganda” organizzata dal network mondiale delle Tigri. Il ministero della Difesa di Colombo ha reso noto di aver portato in salvo, nelle ultime 48 ore, almeno mille civili, e di aver liberato una ventina di bambini soldato costretti dalle Tigri ad impugnare le armi.

Ottenere un quadro relativamente chiaro di quanto sta accadendo nella zona di guerra, conosciuta col nome di Wanni, è praticamente impossibile giacché vi è vietato l’ingresso ai giornalisti e i residenti sono terrorizzati di comunicare con l’esterno perché rischierebbero la vita.

La guerra trae origine dall’insurrezione dei Tamil – minoranza nel Paese – raccolti nell’organizzazione paramilitare Liberation Tigers of Tamil Eelam (LITE), che dal 1983 combattono contro il governo di Colombo per ottenere uno stato separato nel nord e nell’est dello Sri Lanka.