Stas ReeFlay, YouTuber russo, uccide la fidanzata durante una diretta streaming: condannato a sei anni di carcere

di Caterina Galloni
Pubblicato il 2 Maggio 2021 12:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2021 16:54
Stas ReeFlay, YouTuber russo, uccide la fidanzata durante una diretta streaming: condannato a sei anni di carcere

Stas ReeFlay, YouTuber russo, uccide la fidanzata durante una diretta streaming: condannato a sei anni di carcere

Stas ReeFlay, YouTuber russo di 30 anni, è stato condannato a sei anni di carcere per aver ucciso la fidanzata durante una diretta streaming.

Il trash vlogger ReeFlay – vero nome Stanislav Reshetnyak – è stato condannato per aver inflitto gravi lesioni personali con conseguente decesso e passerà sei anni dietro le sbarre di una rigida prigione russa.

L’omicidio in diretta streaming della ragazza dello YouTuber russo Stas ReeFlay

Valentina “Valya” Grigoryeva, 28 anni, è stata vittima di “abusi” online ed è morta per le “ferite alla testa”.

Nella diretta streaming in cui è deceduta, Reshetnikov era stato pagato dalle persone per infliggere alla giovane violenza verbale e fisica.

Mentre veniva portato in tribunale a Mosca, in un video si vede la madre Elena Reshetnyak mentre lo bacia.

Quando è uscito affiancato da agenti armati per essere trasferito in prigione, era in lacrime.

Nella diretta streaming che ha fatto notizia in tutto il mondo, ReeFlay aveva insultato Grigoryeva definendola “prostituta” e “puzzolente”.

Le violenze delloYouTuber russo Stas ReeFlay sulla fidanzata uccisa

Secondo l’autopsia aveva riportato un “trauma cranio cerebrale” e presentava “ematomi multipli sul viso ed emorragie dei tessuti molli”.

ReeFlay “ha raccontato che il giorno del decesso ha colpito più volte la donna sulla testa” ed ha ammesso di averla “picchiata”, ha riferito una fonte delle forze dell’ordine.

Le perizie psichiatriche lo hanno definito “sano di mente” e in grado di affrontare il processo.

Il senatore russo Aleksey Pushkov ha chiesto delle pene specifiche per i video in streaming “trash” che esaltano la crudeltà.

E’ un fenomeno “sempre più diffuso, dunque è necessario reagire a questa attività con una legge che preveda sei anni di carcere nei casi peggiori e sanzioni. Se poi c’è una partecipazione diretta o complicità nell’omicidio, il periodo di reclusione potrebbe essere più lungo”.