“Ho l’immunità diplomatica”: la risposta di Strauss-Kahn agli agenti che l’hanno arrestato

Pubblicato il 17 Giugno 2011 15:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2011 19:56

ROMA – Ha invocato l’immunità diplomatica. Dominique Strauss-Kahn, ex direttore generale del Fondo Monetario, ha utilizzato più o meno il tipico “Lei sa chi sono io?” con gli agenti che lo hanno ammanettato il 14 maggio con l’accusa di aver stuprato una cameriera del Sofitel di New York.

A rivelare i dettagli dell’arresto celebre sono le dieci pagine di conversazioni intercettate subito dopo il presunto stupro, diffuse dalla procura americana.

“Pronto, qui parla l’ufficio Lost and Found”, “Salve, come va? Sono Dominique Strauss-Kahn, ero ospite da voi: ho lasciato lì il mio cellulare”. “Lei è Dominique Strauss-Kahn?”, chiede il detective Diwan Maharaj all’aeroporto JFK. “Sì”. “Potremmo vedere il suo passaporto? Vorremmo che venisse con noi”. “Per cosa?”. “Adesso non è il momento e il posto per discutere. Ha qualche bagaglio a bordo?”.

“Prego svuoti il suo portafoglio e metta tutto il contenuto sul tavolo”, gli chiede il detective.  “Vuole dell’acqua?”, domanda un altro agente. “No vorrei andare in bagno”. “Prego si sieda”, gli domanda il detective. “È necessario?”. “Si lo è”.

Ed ecco la frase: “Ho l’immunità diplomatica”, risponde Strauss-Kahn. “Dov’è il suo passaporto”. “Non è questo, ne ho un altro. Posso parlare con qualcuno dei consolato francese? Di cosa si tratta?”. “Io lavoro per il Port Authority Police, non posso rispondere a queste domande – ha tagliato corto il detective.

Quindi si trasferiscono in macchina. “Cosa sta succedendo?”, domanda DSK. “Gli agenti di Manhattan hanno bisogno di parlare con lei per un incidente avvenuto in una stanza d’hotel”.

“Ho bisogno di fare una telefonata: devo avvertire delle persone che non sarò presente domani a un incontro fissato. Queste manette sono strette”.

All’ufficio di polizia di Manhattan Strauss-Kahn chiede di poter parlare “con il mio avvocato, Bill Taylor. Ho bisogno del mio cellulare”. “Dobbiamo aspettare che ritornino dei miei colleghi. Non ho accesso al suo telefono”. “Ho bisogno di un avvocato?”. “In questo paese lei ha diritto ad averne uno se vuole. Non so se lei abbia uno status diplomatico”. A questo punto Strauss-Kahn chiarisce: “No, no, no, non sto cercando di usarla, voglio solo sapere se mi serve un avvocato”. “Questo dipende da lei”.