Studente dimenticato in cella fa causa da 20 milioni

Pubblicato il 3 Maggio 2012 19:06 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2012 19:08

NEW YORK – Dimenticato per quasi cinque giorni in una piccola cella, senza acqua, cibo e servizi igienici: vittima del 'soggiorno da incubo' uno studente universitario di San Diego, incappato con altri amici in una retata della Dea, la divisione antidroga americana.

I fatti risalgono al 20 aprile ma sono venuti fuori solo dopo che Daniel Chong, 23 anni, ha deciso di fare causa alla Dea, chiedendo un maxirisarcimento da 20 milioni di dollari.

Chong ha raccontato che quella sera era andato a casa di alcuni amici per fumare erba. Dopo aver passato li' la notte, il mattino seguente lui e i suoi amici si sono ritrovati circondati da agenti che avevano fatto irruzione in casa nell'ambito di un'operazione antiecstasy.

Il raid ha portato al sequestro di 18 mila pasticche, altre droghe e alcune armi. Nove persone, incluso Chong, sono state prese in custodia e portate al quartier generale della Dea per essere fotografate e interrogate. Dopo le operazioni di routine, sette persone sono state condotte in una prigione della contea di San Diego e una e' stata rilasciata. Accidentalmente Chong e' stato lasciato in una delle celle.

"Ho iniziato a dare calci alla porta per attirare l'attenzione – ha raccontato il ragazzo – ho urlato. Ma invano". Le ore sono diventate giorni e Chong per sopravvivere ha bevuto la sua urina e ha ingerito una polvere bianca trovata in cella. A quel punto ha iniziato ad avere delle allucinazioni, e in seguito, gli agenti hanno scoperto che la polvere era metanfetamina.

Quando alla fine le autorita' si sono accorte di lui, respirava a malapena. E' stato portato in ospedale dove e' rimasto in terapia intensiva per tre giorni. Ha rischiato una crisi renale. "Non riuscivo a credere che tutto cio' fosse legale", ha affermato Chong, aggiungendo che pensava che non ne sarebbe uscito vivo.

La Dea si e' scusata per l'accaduto. "Il ragazzo non aveva commesso alcun crimine – ha detto un agente sotto anonimato – e avrebbe dovuto essere rilasciato. Il protocollo, inoltre, prevede che le celle siano ispezionate ogni notte. Quella di Chong non aveva bagno perche' non era fatta per passarci la notte".