Suicidio Australia: ultima a difesa del clima, prima per gas e carbone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Gennaio 2020 14:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2020 14:16
Suicidio Australia causa incendi: ultima a difesa del clima, prima per gas e carbone

Suicidio Australia: ultima a difesa del clima, prima per gas e carbone (foto Ansa)

ROMA – Suicidio Australia, che si tratti di un suicidio e non di una calamità è l’immagine usata dal New York Times per provare a raccontare davvero ciò che sta accadendo in Australia e all’Australia. Anzi, più di un’immagine, più di una metafora narrativa, quella del suicidio è una vera e propria ipotesi di indagine, anzi già un atto di accusa nei confronti di presunti colpevoli con nome e cognome.

Le immagini che oggi arrivano dall’Australia rimandano alla finzione scenica di Mad Max, le terre desolate e inabitabili. Ma non sono finzione scenica il rosso fuoco che avvolge l’orizzonte dell’aereo in ricognizione: tutto è rosso intorno a quel velivolo, tutto è fiamme e riverbero di fiamme, tutto sembra irreale ed è invece maledettamente reale. Non sono finzione scenica le carcasse di mezzo miliardi di animali morti bruciati, mezzo miliardo! E chi conta le piante morte, uccise dal fuoco? Nessuno, conta stratosferica.

Australia, la barriera corallina ammalata, qua e là già senza speranza. Le foreste pluviali bruciate, le città in cui l’acqua comincia a scarseggiare. Incendi più vasti e indomabili di quelli un anno fa in California e che pure apparivano enormi. Incendi sei volte più vasti di quelli in Amazzonia che avevano destato un po’ di ansia nel mondo per il cosiddetto polmone del pianeta che bruciava. Australia, l’altro polmone del mondo che brucia e brucia molto di più.  Australia , Canberra che oggi toglie a Nuova Delhi il primato delle città con l’aria meno respirabile del pianeta.

Ma perché suicidio? Perché il governo australiano e il suo premier, neo eletti con tanto di popolare legittimazione, tengono il loro paese al 57° posto su 57 tra le nazioni che fanno qualcosa contro il cambiamento climatico, in questa classifica l’Australia è desolatamente ultima. Anzi, insieme al Brasile, all’India, insieme e più degli Usa di Trump, l’Australia boicotta ogni accordo internazionale relative misure. L’Australia incrementa l’estrazione e il consumo e l’esportazione di carbone e gas, qui gareggia tra i primi a livello mondiale.

E così quando ad un ministro è stato chiesto se le estati torride, la siccità non siano anche la conseguenza del mutamento climatico, il ministro ha risposto che gli incendi, insomma la causa o per lo meno il mioltiplicatore degli incendi era stato il letame di cavallo. Sì, l’ipotesi del suicidio di una nazione/continente non è del tutto campata in aria.