Suora celebrò un matrimonio. Papa Francesco rimuove il vescovo che lo permise

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2019 17:43 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2019 17:43
Suora celebrò un matrimonio. Il vescovo che lo permise rimosso da papa Francesco

Suora celebrò un matrimonio. Il vescovo che lo permise rimosso da papa Francesco (Foto Ansa)

CITTA’ DEL VATICANO – Permise ad una suora di celebrare un matrimonio, come segnale di possibili cambiamenti verso l’ordinazione delle donne come sacerdoti. E adesso è stato rimosso. Papa Francesco ha accettato le dimissioni del canadese Dorylas Moreau dal governo della diocesi di Rouyn-Noranda, in Quebec, di cui era vescovo dal novembre 2001.

Il Bollettino della Sala stampa vaticana, nel dare la notizia, come sempre non spiega i motivi della rinuncia di monsignor Moreau, che avendo 71 anni non ha ancora raggiunto l’età del pensionamento. Ma il presule canadese, per quanto non sia evidente una relazione tra le due cose, è colui che nel 2017 chiese a papa Bergoglio di consentire a una religiosa, suor Pierrette Thiffault, di Temiscamingue, di officiare delle nozze, effettivamente poi celebrate.

Della vicenda parlarono i media canadesi come di una prima occasione in cui una suora cattolica, nel luglio 2017, officiava un matrimonio. Suor Pierrette Thiffault, da 55 anni appartenente alle suore della Provvidenza, aveva già ricevuto dal vescovo Moreau il privilegio di amministrare battesimi. Ma fino a poco prima lei stessa commentava con la stampa locale: “Non posso sposare. Non sono ordinata e non è nelle mie funzioni”.

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Una lettera era stata inviata però al Vaticano chiedendo per lei il permesso di presiedere ai matrimoni e la risposta venne il 23 maggio 2017, con l’autorizzazione da parte della Congregazione del Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti.

“Quando ho avuto la risposta, ho sentito una responsabilità e una grande dignità”, osservava suor Pierrette, con riferimento alle situazioni eccezionali, come la mancanza di un prete, in cui una persona laica o una religiosa può essere designata come “testimone qualificato” per celebrare un matrimonio. “E’ un grande servizio alla Chiesa, ma anche a me – commentava ancora la religiosa -. E’ un’apertura per le donne nel nostro ambiente, ma anche nella diocesi”.

Lo stesso vescovo Moreau aveva dato a suor Thiffault il soprannome di “pastore”. Va ricordato che non si trattava affatto di una rivoluzione: fu infatti Giovanni Paolo II, seguendo l’antica tradizione della Chiesa cattolica, a permettere a una suora di celebrare le nozze cattoliche, una eccezione inserita dal Codice di Diritto canonico promulgato proprio dal Papa polacco diventato santo.

Anzi, un qualunque laico può farlo: “Dove mancano sacerdoti e diaconi, il vescovo diocesano, previo il voto favorevole della Conferenza episcopale e ottenuta la facoltà della Santa Sede, può delegare dei laici perché assistano ai matrimoni”.

La parola laico infatti non ha connotazione maschile, laico o laica ha principio di uguaglianza. Accadde così che suor Pierrette, religiosa che non per la prima volta doveva sostituire preti mancanti nella sperduta regione canadese dell’Abitibi-Temiscamingue, in un paese di 1.200 abitanti, Lorrainville, celebrò il matrimonio cattolico di Cindy e David. Ed era stato proprio il vescovo locale, Dorylas Moreau, ora dimesso dalla funzione, a chiedere alla suora di celebrare la cerimonia. (Fonte: Ansa)