Burundi: tre suore italiane decapitate, macellate con odio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2014 15:47 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2014 23:48
Suore italiane violentate e decapitate, rito di sangue nel Burundi

Olga Raschietti, Lucia Pulici

BUJUMBURA – Uccise in modo orribile, una di loro decapitata, forse anche violentate. E’ il rito d’odio consumatosi in Burundi contro le tre suore italiane. Oltre ad Olga Raschietti e Lucia Pulici, ritrovate già domenica pomeriggio, la polizia ha ritrovato anche il corpo senza testa di Bernardette Boggian. La conferma giunge dalla Farnesina dopo che domenica sera la Diocesi di Parma aveva informato del duplice delitto a Kamenge, nella zona nord della capitale Bujumbura.

Gli atroci delitti sono avvenuti nella missione Guido Maria Conforti, in Burundi, nel cuore di quell’Africa a cui avevano dedicato la vita da missionarie per aiutare gli ultimi. Le tre religiose appartenevano all’ordine delle saveriane. Autore del fatto un giovane che con un coltello le avrebbe prima sgozzate e poi finite con una serie di colpi di pietra alla testa. Un rito di odio e di sangue e non, come sembrava in un primo momento, per una rapina.

Papa Francesco ha detto di essere rimasto “profondamente colpito dalla tragica morte delle suore” e auspica che “il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”.

A diffondere per prima la notizia era stata la Diocesi di Parma, di appartenenza delle due religiose, attraverso il suo sito internet. Immediata poi la conferma della Farnesina, accompagnata da un messaggio di cordoglio del ministro Federica Mogherini, futuro alto rappresentante dell’Ue per la politica estera. Mentre il vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, ha affiancato alle condoglianze un invito alla preghiera.

“A nome di tutta la Chiesa di Parma – si legge ancora sul sito ufficiale della Diocesi della città emiliana – il vescovo Enrico Solmi ha espresso la vicinanza e il cordoglio alla Congregazione delle Missionarie Saveriane e ai familiari delle due sorelle affidandole, nella preghiera, al Signore della Vita”. Invitando “i cristiani di Parma alla preghiera”, monsignor Solmi ha poi rivolto agli uomini e alle donne di buona volontà un appello “al raccoglimento e all’omaggio verso persone umili, forti, che erano votate al bene di tutti”.