Suzanne Basso, pena di morte Usa per una donna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2014 1:48 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 1:49
Suzanne Basso, pena di morte Usa per una donna

Suzanne Basso, pena di morte Usa per una donna

WASHINGTON – In Texas, il boia dello stato ha eseguito la condanna a morte inflitta ad una donna: Suzanne Basso, 59 anni.

L’esecuzione avvenuta nel carcere di Huntsville, giovedì sera alle 6:26 pm ora locale, e Basso è diventata la quattordicesima donna ad essere uccisa negli Stati uniti dal ’76.

L’esecuzione ha avuto luogo con un‘iniezione letale: 11 minuti dopo che il farmaco, a base di pentobarbitolo, le è stato fatto scendere nelle vene, Basso è deceduta.

Indossando l’uniforme bianca del carcere la donna ha inizialmente iniziato a russare forte, ma pochi minuti dopo il respiro è diventato più sottile, sino a sparire per sempre. Poco prima aveva guardato i testimoni oltre il vetro, trattenendo le lacrime.

Basso è stata condannata alla pena capitale per aver torturato e ucciso nel 1998 un uomo mentalmente instabile, Louis Musso, 59 anni, che aveva attirato in Texas con la promessa di matrimonio. La donna si era resa beneficiaria delle polizze assicurative e della pensione della sua vittima.

A colpire i procuratori dell’accusa e la giuria era stata nel 1998 la particolare efferatezza dell’omicidio: il cadavere di Musso era stato ritrovato con 14 ossa rotte, segni di bruciature di sigarette, e uso di candeggina sulla pelle. Tra gli accusati dell’orrendo assassinio anche il figlio della Basso, ma per il procuratore dell’accusa era stata “Suzanne Basso ad aver architettato e guidato il tutto”.

Gli appelli dell’ultim’ora dei legali della detenuta, che hanno addotto l’incapacità mentale della Basso, non sono serviti a nulla: la Corte Suprema ha rigettato la richiesta. Per l’accusa, la donna fingeva la sua pazzia.

Frattanto, da quando la Corte Suprema ha dato il via libera alla ripresa della pena capitale nel 1976, molti stati hanno rallentato il ritmo delle esecuzioni, anche perché continuano ad avere difficoltà nel procurarsi il cocktail di tre farmaci usato per le iniezioni letali: le aziende produttrici europee ed anche una statunitense si sono rifiutate dallo scorso anno di continuare a venderle ai carceri Usa.

Un problema che la Virginia intende superare reintroducendo l’uso della sedia elettrica come opzione ‘B’ se mancano i farmaci. Un metodo considerato anche da molti americani barbarico, ma che le autorità locali potrebbero autorizzare a breve. Un voto in tal senso al Senato dello stato potrebbe esserci già nei prossimi giorni.