Taiwan, la grande vincitrice sul Coronavirus. Ma la Cina la tiene fuori dall’Oms

di Caterina Galloni
Pubblicato il 21 Maggio 2020 6:49 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2020 17:01
Taiwan, la grande vincitrice sul Coronavirus nel mondo. Ma la Cina la tiene fuori dall'Oms

Taiwan, la grande vincitrice sul Coronavirus. Ma la Cina la tiene fuori dall’Oms (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – A Taiwan la vita sta riprendendo quasi normalmente. Nelle scuole sono tornati i bambini, le strade brulicano di acquirenti, i bar sono frequentati da parecchie persone.

Ripreso anche il baseball, lo sport nazionale, sebbene lo stadio sia aperto a non più di 1.000 tifosi.

La nazione, con 23 milioni di persone, ha contenuto la pandemia con successo – solo 7 morti e 440 casi confermati – ed è quasi unica tra i paesi sviluppati.

Cifre ancor più notevoli se si considera che Taiwan è appena fuori il largo della costa cinese.

Taipei, la frenetica capitale, è più vicina a Wuhan, città dove ha avuto origine la pandemia, rispetto a qualsiasi altra grande città straniera.

L’anno scorso, Taiwan è stata veloce a riferire all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di uno strano nuovo virus.

Lo stesso giorno delle autorità cinesi, sebbene i suoi avvertimenti siano stati ignorati.

Da allora la sua strategia per contenere l’epidemia, grazie all’esperienza della SARS nel 2003, ha avuto successo.

Controlli alle frontiere, potenziamento della produzione di mascherine,  l’uso di test di massa e un’ampia tracciabilità dei contatti.

Nonostante ciò, all’assemblea annuale dell’OMS cui sono sempre presenti gli esperti sanitari mondiali, Taiwan è stata la grande assente.

Taiwan è evitata dagli organismi globali, scrive il Daily Mail, perché la Cina rifiuta di riconoscere la legittimità di una nazione vicina, i leader cinesi parlano apertamente di “riunificazione”.

“Vogliamo condividere con altri paesi ciò che abbiamo imparato sulla cura del coronavirus”, ha affermato David Lin, ambasciatore di Taiwan in Gran Bretagna ed ex ministro degli Esteri.

‘Abbiamo cercato di mettere in guardia l’OMS sulla trasmissione uomo a uomo. Se tutti i paesi fossero intervenuti tempestivamente, la pandemia ora potrebbe essere diversa”.

“Hanno qualcosa da insegnare al resto del mondo: tutti i paesi, inclusa la Cina, devono sicuramente conoscere il segreto del loro successo”, ha affermato Winston Peters, vice primo ministro della Nuova Zelanda.

È probabile che Taiwan sia vittima dell’aggressiva diplomazia cinese stile “Wolf Warrior”, lupi guerrieri, che usa la sua crescente influenza economica per costringere organismi globali, altri paesi e aziende ad accettare la propria visione del mondo, osserva il tabloid britannico.

Ma anche se il commercio con la Cina nel corso del tempo è quintuplicato al contempo è cresciuto il patriottismo taiwanese.

I sondaggi indicano che su dieci persone solo una desidera unirsi alla Cina comunista. (Fonte: DailyMail)