Ted Kennedy e l’incidente che uccise Mary Jo Kopechne. Nuovo libro scandalo

di Caterina Galloni
Pubblicato il 22 Maggio 2020 5:09 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2020 20:40
Ted Kennedy e l'incidente che uccise Mary Jo Kopechne. Nuovo libro scandalo

Ted Kennedy e l’incidente che uccise Mary Jo Kopechne. Nuovo libro scandalo

LONDRA – Mary Jo Kopechne morì a 28 anni a Chappaquiddick. Nel 1969, il senatore Ted Kennedy ebbe un incidente e la sua auto finì in acqua. La giovane rimase uccisa.

Il cadavere fu trovato all’interno dell’auto. Aggrappato al bordo del sedile posteriore per respirare dall’ultima sacca d’aria.

Lei si aggrappava alla vita mentre il senatore del Massachusetts fuggiva dal posto e avvisava la polizia solo dieci ore dopo.

E’ quanto rivela William Kashatus in “Before Chappaquiddick, The Untold Story of Mary Jo Kopechne and the Kennedy Brothers“, un nuovo libro sullo scandalo.

Quando le offrì un passaggio sulla terraferma dopo una festa sull’isola di Chappaquiddick, al largo di Martha’s Vineyard il 18 luglio 1996, Ted Kennedy non conosceva nemmeno il cognome di Kopechne.

La 28enne stratega era una Boiler Room Girl, così soprannominata a causa della piccola stanza senza finestre in cui sei ragazze lavoravano per lo staff Capitol Hill di Robert Kennedy, durante la campagna per essere eletto senatore di New York nel novembre 1964.

Per la dedizione a Bobby, la famiglia e ad alcuni amici del college, la definivano un “Kennedy onorario“.

Dopo l’assassinio di Robert, Ted aveva organizzato una piccola festa – che si concluse in modo fatale per Mary Jo – su Chappaquiddick come gesto di gratitudine per il duro lavoro svolto dalle Boiler Room Girls nel 1968, nella campagna presidenziale del defunto fratello.

Ma nonostante la vicinanza della giovane ai Kennedy, la sua morte minacciava di rovinare la carriera politica di Ted, per cui alzarono un muro e serrarono i ranghi.

Permettendo così alla stampa di diffamare Kopechne, etichettata come opportunista e avevano anche alluso a una relazione con Ted.

Kopechne è stata una vittima innocente, scrive Kashatus, la cui attrazione per le visioni politiche dei Kennedy si è conclusa con “la sua reputazione infangata da pettegolezzi salaci, insinuazioni e menzogne”.

I titoli dei giornali erano in sintonia con i “maledetti Kennedy” e definivano Kopechne un’opportunista che si era attaccata a loro a scopo di lucro.

Alcune notizie ipotizzavano che la 28enne avesse una relazione con il senatore, fosse incinta e minacciasse di parlare con la moglie Joan, già assillata dalle infedeltà del marito.

Un articolo diceva che la giovane, nel 1968, avrebbe confessato una relazione con Robert Kennedy.

I genitori furono assediati da messaggi di odio e minacce di morte.

La madre iniziò a bere mentre il dolore del padre si manifestò con un cancro.  

Ted non si scusò mai con i genitori di Mary Jo, ma andò alla tv nazionale per chiedere perdono al popolo del Massachusetts, che lo perdonò per i successivi quarant’anni.

“Per Ted Kennedy, la vita e la morte di Mary Jo non erano importanti quanto la sua carriera politica”, scrive Kashatus.

Secondo John Farrar, capitano della divisione di ricerca e salvataggio dei vigili del fuoco volontari di Edgartown, nel Massachusetts, Mary Jo morì in modo raccapricciante.

La giovane donna non era sul sedile anteriore, ma era rimbalzata nella parte posteriore, la testa era rivolta all’indietro con la faccia premuta nel vano piedi del pianale e le mani che stringevano il bordo del sedile posteriore.

“Rimanendo in questa posizione poteva prendere le ultime boccate d’aria all’interno dell’auto”, aveva dichiarato mesi dopo Farrar nel corso di un’udienza.

“Le persone intrappolate sott’acqua erano sopravvissute fino a cinque ore respirando una sacca d’aria. Se fossero stati chiamati immediatamente i soccorsi, Mary Jo avrebbe potuto vivere”, rivela l’autore.

Ma non ci fu un “immediatamente“.

Per dieci ore, Kennedy non era riuscito a denunciare l’incidente affermando che era sopraffatto “da un miscuglio di emozioni, tra dolore, paura, dubbio, stanchezza, panico, confusione e shock”.

E non sapeva come dirlo al padre, Joseph P., che su Ted riponeva le ultime speranze di vedere un altro figlio presidente.

Quando hanno estratto Mary Jo dall’auto, era già in atto il rigor mortis.

Aveva la bocca aperta, i denti serrati e “gli occhi inespressivi mi fissavano attraverso le palpebre parzialmente chiuse”, aveva riferito Farrar.

Sapeva che Mary Jo era soffocata lentamente, per tre o quattro ore, una morte terribile intrappolata nell’auto.

Mentre invece Ted Kennedy si preoccupava di come raccontare l’incidente e convincere qualcun altro ad assumersi la colpa.

Per aver abbandonato il posto, Kennedy commise una violazione ma il capo della polizia di Edgartown dichiarò alla stampa di essere “fermamente convinto che non vi sia stata negligenza nell’incidente”.

Donald Mills, il medico legale della Contea di Dukes che esaminò il cadavere di Mary Jo, dal procuratore distrettuale Edward Dinis fu scoraggiato a eseguire l’autopsia e inoltre gli disse: “Fai il bravo ragazzo e non ostacolare i Kennedy. Stai al gioco non avrai problemi”.

Mary Jo era la ragazza, ora calunniata come adultera, che al senatore del Massachusetts avrebbe impedito di diventare presidente.

Ted aveva dovuto confessare il reato al padre la cui salute peggiorò dopo aver appreso che il sogno di veder diventare il figlio presidente era ormai svanito.  

Fece uscire Ted dalla stanza con un cenno della mano e morì l’anno successivo.

La morte di Mary Jo tormentò i suoi genitori per il resto della loro vita e gettò un’ombra indelebile su Ted. (Fonte: Daily Mail).