Cronaca Mondo

Tel Aviv: palestinese barricato nell’ambasciata turca aveva anche una tanica

Oltre ad un coltello e a una pistola giocattolo, il palestinese che e’ penetrato nell’ambasciata turca a Tel Aviv per ottenere con la forza asilo politico aveva con se’ anche ”una tanica”: lo ha indicato nella serata di ieri il ministero degli Esteri turco in una nota in cui riferisce fra l’altro che l’uomo e’ stato ”interrogato” dai servizi di sicurezza di Ankara.

In una registrazione audio diffusa da una tv israeliana, si sente l’uomo che – pur di ottenere asilo – minaccia di distruggere l’ambasciata sostenendo di avere con se’ armi, esplosivo e benzina. Una minaccia, poi rivelatasi velleitaria, che evidentemente il palestinese voleva rendere credibile esibendo la tanica segnalata dal ministero turco.

Il dicastero ha riferito inoltre che l’uomo, Nadin Anjas, era entrato nell’ambasciata arrampicandosi al primo piano dell’edificio e infrangendo il vetro di una finestra. Un responsabile della sicurezza palestinese ha confermato alla Reuters che Injas era ricercato con l’accusa di aver lavorato per lo Shin Bet, i servizi segreti israeliani che pero’ – riferisce Radio Israele – negano di aver avuto qualsiasi legame con l’uomo che peraltro viveva nello Stato ebraico illegalmente.

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