Terremoto in Giappone, gli italiani a Tokyo: “Qui c’è una calma irreale”

Pubblicato il 13 Marzo 2011 18:12 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2011 21:02

ROMA – Regna una calma irreale a Tokyo. E’ scomparso il fiume di persone che avevo invaso le strade dopo la terribile scossa di venerdi’ scorso. Tutti sono a casa davanti alle tv che fanno scorrere le immagini del disastro, ma anche perche’ i programmi possono essere interrotti improvvisamente per nuovi allarmi di tsunami e, con una manciata di secondi di anticipo, di nuove scosse: il tempo di chiudere il gas. ”Siamo incollati davanti alla tv, abbiamo ascoltato il discorso del premier, le autorita’ sono caute, ma traspare una evidente preoccupazione per il rischio di contaminazione nucleare”, racconta all’Ansa Concetta Lomagro, lucana, raggiunta telefonicamente a Tokyo, dove vive da circa 30 anni.

Dall’ambasciata d’Italia a Tokyo ”chiamano spesso e chiedono se abbiamo bisogno di qualcosa. Sono davvero bravi”, aggiunge, assicurando di non voler lasciare per ora il Giappone. ”Quasi nessuno e’ rientrato per il week end, le strade sono quasi vuote e il centro della citta’ e’ irrealmente vuoto”, dice il ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) Matteo Guerrini, che 8 mesi fa ha lasciato Milano per trasferirsi a Tokyo, dove vive con sua moglie. ”Che la gente sia preoccupata – racconta – lo dimostrano anche i supermercati vuoti. Per strada c’e’ un’atmosfera sospesa, strana.

Tutto il Paese e’ scosso, sotto shock. Il numero di vittime che ha fatto lo tsunami e’ impressionante, nessuno immaginava cosi’ tanti morti, sembra strano a tutti”. C’e’ anche una grande preoccupazione per gli incidenti nella centrale di Fukushima, a poco piu’ di 200 chilometri dalla citta’. ”Al momento a Tokyo non c’e’ nessuna emergenza di questo tipo perche’ il vento sta spingendo le nubi delle centrali verso est, sul Pacifico. L’importante e’ che non piova. Ma secondo le previsioni domani sera dovrebbe piovere”. Oggi e’ tutto completamente diverso rispetto al giorno del terremoto. ”Venerdi’ – racconta il ricercatore – ho attraversato una Tokyo in preda alla paralisi. I treni fermi hanno costretto tutti i pendolari (sono almeno una decina di milioni) a incamminarsi a piedi”. Di quella folla non c’e’ piu’ traccia. ”Per fortuna gli edifici sono rimasti in piedi. Qui a Tokyo – prosegue – la scossa e’ stata 7,5 della scala Richter e non c’era un calcinaccio per terra, neanche un vaso di fiori caduto dal balcone o una pianta rovesciata. Nulla. Di conseguenza non c’era un gran viavai di mezzi di soccorso”.

La notte, poi, ”lo skyline della citta’ era bellissimo perche’ le luci di tutti i grattacieli in centro erano ancora accese: poiche’ i treni non funzionavano, i pendolari erano tutti li’, bloccati in ufficio”. Questa sera invece le luci degli uffici sono spente, tutto il centro e’ buio e silenzioso. E domani? Si aspettano gli sviluppi degli eventi. ”Se fossi da solo rientrerei in Italia perche’ l’allarme nucleare non permette nessun tipo di gestione. Le ambasciate di Francia e Germania hanno chiamato i loro cittadini in vista del rientro. Io ho sposato una donna giapponese e penso di rimanere per aiutare a gestire la situazione. Pensavamo di trasferire la famiglia lontano da Tokyo. Decideremo il da farsi a seconda dell’evoluzione degli eventi”.