Terremoto Giappone: scossa 4.7 a nord di Tokyo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 giugno 2018 10:03 | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2018 10:03
Terremoto in Giappone: scossa 4.7 a nord di Tokyo

Terremoto Giappone: scossa 4.7 a nord di Tokyo (foto Ansa)

TOKYO – Un forte terremoto di magnitudo 4.7 è stato registrato a nord di Tokyo, nella prefettura di Gunma, nel pomeriggio di domenica 17 giugno, alle 15.27 locali (8.27 in Italia) [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Secondo la Japan meteorological agency (Jma) l’epicentro è stato localizzato nel sud della regione, a una profondità di appena 20 chilometri. Al momento, secondo la tv pubblica Nhk, non risultano notizie di danni a persone o cose e non è stato lanciato alcun allarme tsunami.

Intanto un altro reattore nucleare – il nono in cinque diverse centrali atomiche dal disastro di Fukushima – ha avuto il benestare delle autorità di regolamentazione in Giappone. Si tratta dell’impianto nucleare di Genkai, nella prefettura di Saga, a sud ovest dell’arcipelago.

Il gestore della centrale, la Kyushu Electric, ha avviato nella mattina di sabato le attività per la reazione di fissione all’interno del reattore numero 4, che dovrebbe raggiungere la cosiddetta condizione di criticità nelle prime ore di domenica, consentendo la generazione di energia a partire da mercoledì.

Nello stesso impianto di Genkai, lo scorso marzo, il reattore numero 3 era stato rimesso in funzione ma aveva registrato delle perdite di vapore intorno ale turbine. Fino ad ora, su 26 richieste da parte dei principali gestori, 17 sono state bocciate a causa di ritardi sui lavori di manutenzione e i pareri negativi degli organi di controllo. Kyushu Electric stima un risparmio di 11 miliardi di yen, l’equivalente di 86 milioni di euro, dopo l’avvio dei reattori numero 3 e 4, in scia alla minore dipendenza dal termoelettrico.

Almeno cento residenti locali si sono riuniti davanti alla centrale, riferiscono le agenzie locali, per protestare contro la messa in funzione, citando il rischio di eruzioni vulcaniche, generalmente frequenti nella regione.