Terremoto Usa, forte scossa a largo dell’Alaska: rientra allerta tsunami

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 23 gennaio 2018 11:12 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 15:07
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Terremoto Usa, fortissima scossa a largo dell’Alaska: allerta tsunami fino in California

ANCHORAGE –  Un violentissimo terremoto è stato registrato al largo dell’Alaska alle 10.31 ora italiana, poco dopo la mezzanotte nel luogo dell’epicentro. La scossa è stata di magnitudo 7.9 e le agenzie americane hanno lanciato anche una allerta tsunami per tutta la costa ovest, fino alle Hawaii. Il rischio è che l’onda distruttiva raggiunga le città della costa e le sorprenda proprio di notte, nel sonno. Intanto in tutte le località a rischio hanno iniziato a suonare le sirene di allarme per avvisare la popolazione. Nel corso della mattinata l’allerta tsunami è poi rientrata e la situazione è tornata alla normalità.

Il terremoto ha avuto ipocentro a 25 chilometri di profondità ed epicentro a 260 chilometri da Chiniak, e oltre 500 da Anchorage, Eagle River e Knik-Farview, in Alaska, come riferito dalla rete sismologica americana Usgs, con magnitudo dell’8.2. Successivamente l’istituto geofisico americano Usgs ha rivisto la magnitudo del terremoto abbassandone l’intensità a 7.9. Intanto nella zone dell’epicentro si è scatenato uno sciame sismico che tra le 10.31 e le 12.47 ora italiana ha causato altre 13 potenti scosse, tutte con magnitudo tra 4.1 e 5.6.

Allerta tsunami massima per tutta la costa est degli Stati Uniti, fino anche alle isole che si trovano nel centro dell’oceano Pacifico e fino quasi in Messico. Le autorità dell’isola di Kodiak hanno invitato gli abitanti a lasciare le zone costiere, ma il Pacific Tsunami Warning Center ha in seguito reso noto che non esiste un rischio tsunami nel Golfo dell’Alaska. Nei bollettini di allerta rilasciati dagli osservatori alle Hawaii e nelle isole di Samoa si legge:

“Uno tsunami potrebbe essere stato generato da un terremoto e può rivelarsi distruttivo anche su aree della costa che si trovano molto lontane dall’epicentro. Stiamo esaminando i dati per verificare se lo tsunami stia raggiungendo le coste delle Hawaii. Se le onde impatteranno le isole, il tempo di arrivo della prima onda sarà intorno alle 4.26 del 23 gennaio”.

L’allerta tsunami è poi rientrata nel corso della mattinata per tutte le zone esposte della costa occidentale degli Stati uniti e i geologi americani hanno spiegato che il terremoto generato in Alaska è stato causato da un meccanismo diverso rispetto agli altri, per questo è stato meno violento. Generalmente terremoti di questo tipo non riescono a sollevare grandi masse d’acqua e, nel caso in cui riescano a generare degli tsunami, questi sono di entità modesta. Poco dopo il terremoto i mareografi al largo dell’Alaska avevano cominciato a registrare onde abbastanza piccole e in poco tempo l’allerta tsunami è rientrata.

Diverso sarebbe stato se il terremoto fosse stato scatenato dallo scivolamento della placca del Pacifico sotto quella nordamericana, un meccanismo che nel passato ha provocato terremoti violentissimi e terribili tsunami. E’ rimasto memorabile quello del marzo 1964, di magnitudo 9,2, accompagnato da uno spaventoso tsunami, con onde fino a 50 metri.