Terrorismo. Ecco la mappa dei 13 mila gli obiettivi sensibili in Italia

Pubblicato il 3 Ottobre 2010 19:51 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2010 20:23

Sono oltre tredicimila gli obiettivi sensibili presenti in Italia, sedi governative e di ambasciate ma anche luoghi simbolo della cultura e stazioni ferroviarie e della metropolitana che potrebbero essere presi di mira dai terroristi di Al Qaida per compiere un attentato nel nostro paese.

Un numero che dall’11 settembre 2001 muta costantemente anche a causa delle diverse tipologie di minacce che provengono da Osama Bin Laden e dalle cellule integraliste comunque legate al network del terrore. In cima alla lista vi sono le sedi istituzionali e di governo, i ministeri, le ambasciate, le sedi di rappresentanza, scuole e università di paesi stranieri, in particolare quelle di Usa, Inghilterra e Israele, i luoghi di culto, primi tra tutti il Vaticano, luogo simbolo della cristianità, e la Sinagoga di Roma, già colpita da un’attentato terroristico nell’ottobre del 1982.

Un gradino sotto vi sono le caserme e le basi delle forze armate e delle forze di polizia, le basi della Nato e quelle degli Stati Uniti – Aviano, Camp Darby a Livorno e la Ederle a Vicenza in particolare – le infrastrutture strategiche del paese: ponti, ferrovie, grandi vie di comunicazione, centrali elettriche, depositi di materiali radioattivi, acquedotti, dighe. Sotto costante vigilanza, anche con l’ausilio di un sistema di videosorveglianza che viene ogni anno incrementato, ci sono anche i porti, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie e della metropolitana.

E ancora: tutti i luoghi simbolo delle città d’arte e delle principali città  italiane, i principali musei, i luoghi di ritrovo come i centri commerciali, le sedi di grandi aziende commerciali e finanziarie collegate a gruppi americani. Dopo l’11 settembre del 2001, alle forze di polizia impegnate nella vigilanza agli obiettivi sensibili – quasi 20 mila unità – si sono aggiunti i militari, per aumentare i controlli e per consentire a poliziotti e carabinieri di dedicarsi alle indagini. I primi militari – cui spettava la vigilanza su circa 150 obiettivi – vennero inquadrati nell’ ‘Operazione Domino’. Oggi l’operazione si chiama ”Strade Sicure” e vede impegnati complessivamente 4.250 militari, di cui 1.688 cui spetta il presidio fisso dei luoghi sensibili.