Terrorismo: la spazzatura della Stasi restituisce la verità su Carlos ‘lo sciacallo’

Pubblicato il 5 Novembre 2010 11:44 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 11:44

Carlos 'lo sciacallo'

Si chiama Ilich Ramirez Sanchez, ma è noto come Carlos lo sciacallo. Venezuelano, classe 1949, è stato per decenni uno dei terroristi più ricercato in tutto l’occidente. I numeri raccontano di uno “sciacallo” autore di almeno 80 omicidi. I servizi segreti di mezzo mondo lo cercavano in ogni dove e lui se ne stava a Berlino Est, non solo libero di muoversi come meglio preferiva, ma anche “servito” da uno staff di 75 collaboratori.

Negli anni ’70 militò con il Fronte Popolare  per la Liberazione della Palestina (Pflp) e fu la mente del sanguinoso raid  del 1975 a Vienna nella sede dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio: 60 ostaggi e tre vittime.  L’anno dopo fu espulso dal Pflp e riparò in Germania Est, protetto dal regime comunista.

Da lì, probabilmente, lo sciacallo ha organizzato numerosi attentati come  quello contro l’ufficio di Monaco di Radio Europa Libera e, nel 1983, contro il centro culturale francese “Maison de France” a Berlino ovest che causò un morto e 22 feriti.  Nello stesso anno Carlos sarebbe stato responsabile di due attentati contro due convogli ad alta velocità francesi; negli attentati persero la vita quattro persone e ne furono ferite dozzine.

Tutto questo materiale sul terrorista Carlos è uscito letteralmente dalla “spazzatura”, per la precisione da 15.500 sacchi di rifiuti nei quali erano finiti documenti segreti gettati via dai funzionari della Stasi quando in tutta fretta cercarono di distruggere le prove delle loro attività all’indomani del crollo del muro di Berlino nel 1989.

“I sacchi – spiega il Fatto Quotidiano riprendendo l’Independent – dovevano essere portati alla discarica o in un inceneritore, ma i dimostranti occuparono la sede della Stasi e impedirono la distruzione di materiale che si sarebbe potuto rivelare interessante. Tuttavia solo nel 1995 la Germania riunificata decise di mettere in ordine il materiale di archivio. Due anni fa i responsabili di questa operazione dissero che erano riusciti a ricostruire 900.000 pagine di rapporti della Stasi sulla base di documenti trovati in 400 dei sacchi. È emersa una realtà sconvolgente: in Germania Est un cittadino su quattro era un informatore della Stasi. Ora si sta anche tentando di informatizzare l’archivio. Grazie ai servizi segreti francesi e americani, Carlos venne arrestato in Sudan e consegnato alla Francia che lo ha processato e condannato all’ergastolo nel 1997 per l’omicidio di due agenti di polizia francesi e di un ex membro del Pflp divenuto informatore dei servizi occidentali. Carlos, che nel 2001 ha sposato in carcere la sua avvocatessa Isabelle Coutant-Peyre, ha pubblicato una raccolta di scritti nei quali manifesta il suo appoggio a Osama bin Laden e loda Saddam Hussein da lui definito l’“ultimo cavaliere arabo”.