Terroristi islamici per gli attentati di Pasqua? Esclusa pista Tamil, resta Ntj

di Marco Benedetto
Pubblicato il 22 Aprile 2019 22:13 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 9:57

Terroristi islamici dietro la catena di attentati di Pasqua in Sri Lanka. Dodici ore prima di Salvini lo ha detto il ministro cingalese Rajitha Senaratne.

Non ci sono state finora rivendicazioni del massacro. Le agenzie di intelligence di tutto il mondo puntano il dito sugli islamici. Maggiore indiziato è  un gruppo islamico locale, il National Thowheeth Jama’ath (NTJ), già noto per aver distrutto delle immagini di Buddha negli anni passati. Alcuni giornali di Ceylon danno anche un nome e un cognome al cervello che ha architettato la strage.

Sulla pista islamica converge anche Raimondo Bultrini, un bravo e capace giornalista di Repubblica che da anni vive in Estremo Oriente. 

Bultrini esamina la possibilità di una pista tamil. I tamil, minoranza etnica di origine indiana, scatenò la guerra civile per l’indipendenza del territorio da loro reclamato. Finì in un bagno di sangue e Bultrini ricorda che proprio il 21 aprile

“di esattamente dieci anni fa decine di civili tamil, se non centinaia come dicono le organizzazioni umanitarie, vennero massacrati dall’esercito cingalese nelle province dell’est lungo la costa dove si nascondevano le ultime “Tigri dell’Eelam”. La fase finale della guerra durò meno di un mese. Ma nessuno ha mai conosciuto ancora l’entità dei massacri commessi e le inchieste internazionali si sono sempre arenate”.

Bultrini però esclude la pista tamil. Le poche tigri tamil ancora in circolazione (“uno sparuto gruppo di sopravvissuti a una strage senza lasciare feriti è attualmente fuori dalle carceri, pochi per organizzare un attacco ben superiore a quelli dei loro anni di guerra a Colombo, come il massacro di 600 poliziotti nel ’90 e quello dei 200 prigionieri cingalesi in mano ai tamil nel Campo Mulathivu nel ’96”) non sarebbero state in grado di mettere in piedi una organizzazione così complessa e coordinata.

Resta la pista islamica e, avverte Bultrini,

“il segnale potrebbe essere allarmante, considerando che recentemente le forze di sicurezza cingalesi hanno più volte segnalato un massiccio espatrio di possibili militanti IS verso la Turchia e la Siria. Lo stesso Stato islamico potrebbe vantarsi di aver commissionato l’azione, lasciando aperta l’ipotesi che un gruppo panasiatico di militanti anche suicidi siano ormai distribuit in diversi paesi asiatici spingendo a est la guerra persa in medio oriente”.