Thailandia, l’agonia dei baby calciatori da 5 giorni intrappolati nella grotta inondata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 giugno 2018 10:39 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2018 10:39
Thailandia, l'agonia dei baby calciatori da 5 giorni intrappolati nella grotta inondata

Thailandia, l’agonia dei baby calciatori da 5 giorni intrappolati nella grotta inondata

ROMA – E’ straziante pensare alla sorte dei 12 giovanissimi calciatori thailandesi e del loro allenatore intrappolati ormai da 5 giorni in una grotta inondata dalle acque. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sono già morti tutti annegati? Sono riusciti a mettersi in salvo in un quale pertugio soprelevato? E se così fosse quanto tempo riusciranno ancora a resistere con la pioggia che continua ad affliggere la zona impedendo soccorsi più efficaci?

In effetti le operazioni di soccorso dei 12 ragazzi thailandesi scomparsi da sabato scorso con il loro allenatore all’interno della grotta di Tham Luang Nang Non, nel nord del Paese, sono ancora ostacolate dal maltempo. I tentativi dei soccorritori di pompare acqua all’esterno della grotta sono resi vani dal fatto che sulla zona continua a piovere, il che causa il rigonfiamento del torrente sotterraneo che con ogni probabilità ha impedito ai ragazzi di uscire dalla grotta quattro giorni fa.

I sommozzatori della Marina thailandese sono penetrati per alcuni chilometri all’interno della grotta, lunga quasi 10 km, senza però mai riuscire a percorrerla fino in fondo a causa dell’alto livello delle acque. “Tutti stanno facendo del loro meglio. C’è il problema dell’acqua che continua ad alzarsi, ma abbiamo ancora speranza”, ha detto ai giornalisti il generale Chalermchai Sittisart. Mentre le tv del Paese seguono con il fiato sospeso le operazioni di soccorso, sotto lo slogan “Riportiamoli a casa”, le speranze di ritrovarli vivi iniziano a scemare.

Le autorità locali hanno sempre cercato di rimanere ottimiste, sostenendo che la grotta è dotata di numerose cavità laterali che avrebbero potuto consentire ai 13 dispersi di trovare riparo, ma ormai sono passate circa un centinaio di ore dalla loro scomparsa, e del gruppo continua a non esserci traccia. Oggi anche una squadra militare statunitense ed esperti speleologi britannici si sono uniti ai soccorsi.

Un generale dell’esercito thailandese che coordina le operazioni ha dichiarato stamattina che la pioggia durante la notte ha di nuovo alzato i livelli dell’acqua e che le autorità hanno spento le pompe per l’aspirazione dell’acqua per il rischio elettrico.