Thailandia. “Camicia rossa” condannata a 7 anni per lesa maestà

Pubblicato il 28 Febbraio 2012 8:44 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2012 11:48

BANGKOK – Un attivista politico thailandese appartenente all'ala più irriducibile delle "camicie rosse" è stato condannato oggi a sette anni e mezzo di carcere per aver violato la legge di lesa maestà, la cui applicazione è cresciuta esponenzialmente nel Paese negli ultimi anni.

Surachai Danwattananusorn, 71 anni, è stato riconosciuto colpevole di aver insultato il sovrano Bhumibol Adulyadej in tre diversi comizi tenuti tra il 2008 e il 2010 in manifestazioni a favore dell'ex premier Thaksin Shinawatra, deposto da un colpo di stato nel 2006 e accusato dall'elite burocratico-militare di voler rovesciare la monarchia.

La sentenza emessa dalla Corte penale di Bangkok era originariamente di 15 anni, ma è stata dimezzata in quanto l'imputato ha confessato il reato. L'avvocato di Surachai ha tuttavia denunciato il caso come "politico", annunciando di voler presentare ricorso.

Da quando la scorsa estate è entrato in carica il nuovo premier Yingluck Shinawatra, sorella di Thaksin, il numero di casi di lesa maestà è ulteriormente aumentato, sulla scia di un'impennata successiva al golpe del 2006. Lo scorso novembre, un uomo di 61 anni è stato condannato a 20 anni di carcere per aver spedito quattro sms considerati offensivi verso la regina.

La recente proposta di un movimento di intellettuali di riformare il provvedimento di lesa maestà – che impedisce di fatto un dibattito sulla figura del sovrano e l'assetto istituzionale del Paese – ha inoltre alimentato le già presenti tensioni politiche, mentre il re Bhumibol (84 anni) continua a essere ricoverato in ospedale dal 2009 a causa di un progressivo indebolimento fisico.