Thailandia: esplosioni nel quartiere finanziario di Bangkok, 3 morti

Pubblicato il 22 Aprile 2010 15:31 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2010 18:57

Almeno quattro esplosioni hanno scosso la City finanziaria di Bangkok, in Thailandia. Tre persone sono rimaste uccise, mentre i feriti sono almeno 100, tra cui alcuni stranieri di passaggio nella zona affollata, cuore del business della capitale thailandese.

Secondo alcune testimonianze non lontano dal luogo delle esplosioni si trova il presidio delle «camicie rosse», a Ratchaprasong, dopo che nelle prime ore del mattino l’esercito aveva ordinato ai militanti di sgomberare gli accampamenti. «Per disperdere la folla, le autorità dovranno prendere misure decisive e sarà il caos», ha avvertito il portavoce dell’esercito, il colonnello Sunsem Kaewkumenrd. «Non vogliamo mettere a rischio la vita di nessuno. Ma se ci sarà un confronto, ci saranno anche pallottole vaganti. Il tempo sta per scadere».

Secondo un portavoce della Difesa thailandese le esplosioni sono state causate da granate lanciate da lanciatori M-79. Intanto il primo ministro, Abhisit Vejjajiva, ha convocato una riunione d’urgenza dei responsabili della sicurezza.

Due giorni fa i manifestanti in lotta contro l’attuale governo avevano assicurato che non avrebbero marciato all’interno del quartiere finanziario per continuare a chiedere le dimissioni dell’attuale premier e le elezioni anticipate.

Centinaia di soldati armati sono stati dispiegati per impedire che i sostenitori dell’ex premier deposto Thaksin Shinawatra si insinuassero tra i palazzi del business.

Lunedì scorso erano stati evidenti i gesti di incoraggiamento da parte delle persone – tendenzialmente della classe medio-alta, ostile alle camicie rosse – che lavorano lungo la Silom Road, la strada della finanza. C’era stata anche una manifestazione spontanea di dipendenti usciti dai loro uffici per fare quadrato e difendere le camicie gialle al governo: tutti elementi che fanno pensare che nell’area la presenza dei militari sia ben gradita.

ITALIANI Non risulta che vi siano italiani coinvolti. Ad escludere la presenza di connazionali nella zona è la Farnesina, anche perché, si sottolinea, si tratta di un’area che era stata sconsigliata sul sito del Ministero degli Esteri www.viaggiaresicuri.it.