Thailandia: scaduto l’ultimatum per le camicie rosse. Ferito fotoreporter italiano, morto leader delle camicie rosse

Pubblicato il 17 maggio 2010 8:05 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2010 13:49

Spari, manifestanti feriti e pneumatici in fiamme: sono in 5.000 le camicie rosse asserragliate nel presidio nel quartiere finanziario di Bangkok. L’ultimatum dato ai dimostranti fissato alle 10 ora italiana è già scaduto, ma la protesta continua. I soldati chiamano rinforzi: «Circa 100 soldati si sono radunati a Ploen Chit, ma non sembrano imminenti azioni di forza. Il campo dei rossi appare più vuoto rispetto ai giorni scorsi». Le testimonianze corrono su Twitter, riferiscono di un’autobotte carica di benzina parcheggiata poco distanza dal concentramento dei ‘rossi’ e di gruppi di manifestanti che lanciano razzi e petardi a Bon Kai e davanti all’ospedale Phyathai.

Nella guerriglia di Bangkok è rimasto ferito un fotoreporter italiano, Flavio Signori, 40 anni. Si trovava a Rama IV, vicino al presidio delle camicie rosse, quando è stato colpito di striscio alla schiena e dovrebbe essere dimesso dall’ospedale nei prossimi due giorni. «Stavo scattando delle foto nei pressi del presidio dei militari. Quando mi sono spostato dietro la barricata dei rossi sono stato colpito», ha raccontato.

L’ambasciata italiana a Bangkok ha inviato un sms agli italiani nella capitale invitandoli a rimanere in casa dopo le 15 (le 10 italiane) come suggerito dalle autorità thailandesi. Già ieri, la Farnesina aveva sconsigliato «soggiorni a Bangkok», suggerendo ai connazionali di «limitarsi al solo transito aeroportuale nella capitale». Il ministero degli Esteri ha consigliato «vivamente» di adottare la massima prudenza, «evitando le zone dove siano in corso assembramenti» sia nella capitale che nel resto del Paese. Stamani, l’ambasciata statunitense a Bangkok ha rinnovato, via Twitter, l’invito ai cittadini Usa a «rinviare i viaggi a Bangkok» e quelli non essenziali nel resto del Paese.

Dopo una tregua di una settimana i manifestanti anti-governativi sono ritornati in piazza per chiedere le dimissioni del premier Abhisit Vejjajiva e nuove elezioni.

Durante gli scontri di piazza le camicie rosse hanno perso anche uno dei leader, l’ex generale dell’esercito thailandese Khattiya Sawasdipol, 58 anni, conosciuto con il nome di Seh Daeng. Il comandante, come lo chiamano i suoi, è morto lunedì mattina dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile sparato da un cecchino lo scorso 13 maggio durante le manifestazioni antigovernative.

Intanto è salito a 35 il bilancio delle vittime degli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Bangkok.