Thailandia, cala ossigeno nelle grotte, muore soccorritore. I 12 ragazzi potrebbero non salvarsi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2018 8:12 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018 10:30
thailandia grotta

Thailandia, soccorritore muore nella grotta dove sono intrappolati i 12 bambini

BANGKOK (THAILANDIA) – Cala l’ossigeno nelle grotte, muore un soccorritore, un giovane di soli 37 anni. E il calo dell’ossigeno, sceso al 15%, ben sotto al valore normale del 21%, unito all’arrivo di nuove piogge, racconta di una storia il cui lieto fine è tutt’altro che scritto: i 12 ragazzi intrappolati laggiù, assieme al loro allenatore, potrebbero anche non salvarsi.

Il rischio segnalato nei giorni scorsi di una pericolosa riduzione dell’ossigeno all’interno delle grotte sotterranee di Tham Luang dove sono intrappolati i 12 ragazzi di una squadra di calcio giovanile [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] e il loro allenatore, è costato la vita ad un ex sommozzatore della Marina thailandese.

L’ex sommozzatore, 37enne, stava posizionando bombole di ossigeno all’interno del complesso di grotte in cui sono intrappolati i ragazzini, in vista dei prossimi tentativi per portarli in salvo prima che la stagione dei monsoni causi l’allagamento completo delle caverne. L’uomo avrebbe perso coscienza a causa di una carenza di ossigeno durante la riemersione.

La morte del sub, Samarn Poonan, ex membro delle squadre speciali della Marina thailandese, ha scosso l’intera comunità di parenti, soldati, volontari e giornalisti raccolta all’esterno delle grotte, mentre i dirigenti delle operazioni di soccorso temono a questo punto di dover considerare più seriamente l’ipotesi di attendere la fine dei monsoni. Un ufficiale ha spiegato che il rischio di una lunga attesa non è limitato ai 4 mesi che separano questa vigilia dei nuovi scrosci monsonici, visto che per attendere il prosciugamento dei tratti più difficili da attraversare con le bombole bisognerà aspettare addirittura marzo, fine della stagione invernale che porta con sé altre piogge, limitate ma sufficienti a mantenere alti i livelli del fango dove la massa è più densa e senza vie uscita dall’alveo roccioso.

I livelli di ossigeno dentro le grotte si stavano abbassando anche a causa del gran numero di persone che lavoravano all’interno della rete di caverne. Per questo i soccorritori hanno posato un tubo lungo cinque chilometri che immette ossigeno nella cavità dove il gruppo è bloccato. Sono circa 1.000 le persone sono coinvolte nelle operazioni di soccorso, inclusi marinai, personale militare e volontari civili.