Thailandia. Quanto ossigeno serve per vivere? L’uomo ha bisogno del 21%, nella grotta c’è il 15%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2018 10:50 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018 12:44
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Thailandia. Quanto ossigeno serve per vivere? L’uomo ha bisogno del 21%, nella grotta c’è il 15%

ROMA – Il livello dell’ossigeno nella grotta dove sono intrappolati i 12 ragazzi thailandesi con il loro allenatore è sceso al 15%, ben sotto al valore normale del 21% di aria che serve all’essere umano per vivere (il minimo è intorno al 19%). [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo hanno annunciato i responsabili delle operazioni di soccorso, senza specificare quanta autonomia di respirazione abbia il gruppo intrappolato circa quattro chilometri all’interno.

Ossigeno che è costato la vita a un sub impegnato nelle operazioni di soccorso. L’ex Seal thailandese Saman Kunan è morto infatti per asfissia mentre cercava di tornare indietro dopo aver sistemato bombole di ossigeno nella grotta, ha reso noto il vice governatore della regione di Chiang Rai, Passakorn Boonyalak. “In un primo momento pensavamo che i nostri ragazzi potessero rimanere a lungo nella grotta. Ma la situazione è cambiata, il tempo ora è limitato”, ha dichiarato il comandante dei marines Apakorn Yookongkaew, fra i responsabili del soccorso.

Si tratta di un ulteriore, decisivo elemento di preoccupazione che si somma al rischio di piogge monsoniche che potrebbero arrivare in qualunque momento. Le autorità thailandesi hanno detto chiaramente che ormai c’è una “limitata” finestra di tempo per trarre in salvo i ragazzi. “Non possiamo più aspettare oltre (perché si realizzino tutte le condizioni) visto che le circostanze sono cambiate. All’inizio pensavamo che i ragazzi potessero rimanere all’interno della grotta per un po’ di tempo ma le circostanze sono cambiate”.

Ci vogliono 11 ore per compiere il tragitto di andata e ritorno tra l’entrata della grotta Tham Luang e il punto dove i 12 giovani calciatori e il loro allenatore sono bloccati. In particolare, mentre il primo tratto consente ormai di camminare con i piedi nell’acqua, l’ultimo chilometro abbondante tra la terza base intermedia – che funge da area di sosta e di rifornimento per i soccorsi – e i ragazzi, viene percorso in circa tre ore.