Thailandia, ragazzini intrappolati nella grotta: dallo sconforto alla gioia, il racconto dei 15 giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 luglio 2018 17:36 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2018 18:43
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Thailandia, ragazzini intrappolati nella grotta: dallo sconforto alla gioia, il racconto dei 15 giorni

ROMA – Un’impresa lunga 15 giorni e non ancora finita. Hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso le operazioni di soccorso dei 12 ragazzini rimasti intrappolati insieme al loro allenatore di calcio nella grotta di Tham Luang, nel nord della Thailandia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Dal 23 giugno, si è passati dallo sconforto alla gioia di saperli ancora vivi. Subito dopo però è scattata la paura di non riuscire a tirarli fuori, prima che l’ossigeno si esaurisse. Dopo due settimane ha vinto la speranza di farcela, insieme al lavoro instancabile dei soccorritori, che finalmente oggi hanno iniziato a riportare alla luce i primi quattro calciatori in erba.

Ecco, giorno per giorno, le tappe della loro odissea fino a oggi:

23 GIUGNO. Il gruppo resta intrappolato nella grotta, dove si sono rifugiati dalla pioggia. A bloccarli, il rigonfiamento di un torrente sotterraneo.

24 GIUGNO. Falliscono i primi tentativi dei soccorritori di perlustrare la cavità.

25 GIUGNO. Il team di soccorso è convinto che siano ancora vivi, al riparo in una cavità laterale.

26 GIUGNO. I sommozzatori si immergono di nuovo ma le piogge ingrossano ancora il torrente sotterraneo.

27 GIUGNO. La pioggia rende sempre più complicate la ricerca. *

28 GIUGNO. L’ingresso della grotta è completamente sommerso.

29 GIUGNO. Si scava un foro nella roccia e si tenta di entrare dall’alto e introdurre del cibo.

30 GIUGNO. Una pausa delle piogge fa accelerare le ricerche.

1 LUGLIO. I ‘Navy Seal’ thailandesi riescono a inoltrarsi nella grotta. Intanto, a loro si sono uniti specialisti americani, britannici, australiani, cinesi e giapponesi.

2 LUGLIO. I membri del gruppo sono stati ritrovati vivi e in buone condizioni in una cavità rimasta asciutta.

3 LUGLIO. Per liberare il gruppo e portarlo uscire dalla grotta si dice che potrebbero passare alcuni mesi. Bisogna addestrarli alle immersioni e aspettare che finisca il periodo delle piogge.

4 LUGLIO. I ragazzi fanno pratica sott’acqua con le maschere.

5 LUGLIO. Si continua a estrarre acqua ma due chilometri restano sommersi. Si teme che la pioggia allaghi di nuovo tutto.

6 LUGLIO. Il livello dell’ossigeno nella grotta scende al 15%, (21% il valore medio). Un soccorritore muore in immersione. E mentre falliscono le speranze, nate nella mattinata, di un cunicolo alternativo alle grotte allagate, il governatore riconosce lo stallo: ‘I ragazzi non sanno ancora immergersi e non vogliamo correre rischi’.

7 LUGLIO. L’allenatore si è scusato con i genitori dei ragazzi in una lettera inviata attraverso i sub. Messaggi sono stati mandati anche dai piccoli alle loro famiglie. “Stiamo bene”, hanno scritto. Nel frattempo ha ripreso a piovere.

8 LUGLIO. Accelerazione nella notte delle operazioni per far uscire i 12 ragazzini e il loro coach. Immersi 2 sub per ciascuna persona. Gran parte del tragitto si percorre a piedi, anche perché il livello dell’acqua è il più basso degli ultimi giorni. Nel primo pomeriggio (verso le 14, ora italiana) sono usciti i primi due ragazzi, in buon condizioni. Un’ora dopo, sono 4 quelli liberati.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.