Thailandia, “turiste in bikini a rischio”. Governo non garantisce sicurezza

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 18 settembre 2014 13:13 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 13:14
Thailandia, "turiste in bikini a rischio". Governo non garantisce sicurezza

David Miller e Hannah Witheridge

ROMA – “Le turiste carine non si aspettino di restare al sicuro da violenze se indossano il bikini”: il premier thailandese, Prayut Chan-O-Cha, non ha trovato parole migliori per commentare il duplice omicidio con stupro di una coppia di giovani britannici su una spiaggia dell’isola di Koh Tao. 

Effettivamente Hannah Witheridge, uccisa a colpi di zappa insieme al fidanzato David Miller, le aveva proprio tutte: giovane (aveva appena 23 anni), carina, bionda. Non un tipo che passa inosservato, soprattutto a certe latitudini.

L’ambasciata britannica ha subito contattato il ministero degli Esteri thailandese per chiedere “chiarimenti” sulla frase del premier. Che però non è certo il primo né sarà l’ultimo a pensare di giustificare le violenze sulle donne con il loro abbigliamento: in Cina ci sono cartelli che avvertono che indossare la minigonna espone al rischio di molestie, in India, in particolare nello Stato di Goa, è allo studio una legge che proibisce il bikini in spiaggia.

Nello stesso Regno Unito il deputato conservatore di Glouchester Richard Graham l’anno scorso aveva sostenuto che le donne che indossano tacchi e minigonne si espongono agli stupri. Non stupisce che il topless sia ormai completamente fuori moda: se queste sono le premesse si rischia l’accusa di istigazione alla violenza sessuale. O all’omicidio, in Tailandia.