Thomas Cook, 60 turisti britannici in “ostaggio” per 48 ore a Cuba

di Caterina Galloni
Pubblicato il 26 Settembre 2019 7:33 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2019 17:43
Thomas Cook, 60 turisti britannici in "ostaggio" per 48 ore a Cuba

Una agenzia Thomas Cook (foto ANSA)

LONDRA – E’ terminata l’odissea dei 60 turisti britannici e 11 membri dell’equipaggio di Thomas Cook, storico tour operator UK di recente fallito: erano “intrappolati” a Cuba, tenuti in “ostaggio”, a meno che non avessero saldato le fatture inevase dell’agenzia di viaggi. E per poter tornare a casa, avrebbero dovuto consegnare ciascuno tra le 1.000 e 3.000 sterline in contanti. I turisti, che avevano già pagato la vacanza, affermano di essere rimasti “detenuti” negli hotel e perfino minacciati di violenza quando si sono rifiutati di consegnare il denaro. Dopo 48 ore di caos, l’ambasciatore britannico a Cuba, Antony Stokes, è intervenuto e ha autorizzato i turisti alla partenza. Il gruppo aveva alloggiato all’hotel Paradisus Rio de Oro vicino al famoso resort di Guardalavaca.

In un video online realizzato prima del’intervento dell’ambasciatore, un membro dell’equipaggio della Thomas Cook, Danny Cossar, ha descritto come è stato loro vietato l’accesso all’aeroporto. “Dovevamo fare il check-out e arrivare all’aeroporto. Siamo stati portati indietro su un autobus e ci hanno detto, così come ai passeggeri, che dovevamo pagare”. “Ci sentiamo completamente isolati, non c’è nessuna vera comunicazione. Non abbiamo stanze, non c’è niente, siamo solo ostaggi”.

L’equipaggio afferma che hanno chiesto loro 3.000 sterline in contanti e il capitano si è offerto di pagare con la sua carta di credito, ma hanno rifiutato perché le sanzioni economiche americane a Cuba rendono difficile il pagamento con la carta. Agli 11 membri dell’equipaggio, che hanno perso il lavoro, è stato poi comunicato che non potevano lasciare l’albergo.

Betty Knight, 52 anni, che ha lavorato come membro dell’equipaggio di Thomas Cook per 13 anni, ha parlato con i colleghi bloccati a Cuba. “Alcune di loro sono giovani mamme, alla disperata ricerca di poter tornare a casa. Sono tenute in ostaggio”. Alcuni turisti britannici sono stati trattenuti nella hall dell’hotel Brisas di Guardalavaca.

Sherry Bullough, i cui genitori erano tra i turisti, ha dichiarato a The Independent:”Hanno chiesto loro 1.000 sterline in contanti ma non hanno i soldi per pagare”. “Hanno avuto un incontro ma gli è stato detto che non possono  fare nulla. L’hotel ha disattivato il wifi. Non consentono la registrazione di incontri o discussioni. È sconvolgente”.

Sui social media un utente ha scritto:”Qualche informazione aggiornata sul fiasco #ThomasCook? I miei genitori sono praticamente degli ostaggi #Cuba #notthebest”. L’ambasciatore britannico Antony Stokes si è scusato per l'”angosciante situazione” e ha cercato di rassicurare i passeggeri in difficoltà e i loro cari. Poco dopo la mezzanotte di mercoledì, ha affermato che agli hotel è stato chiesto di autorizzare i clienti e l’equipaggio di ripartire senza pagare.

Un portavoce del governo britannico ha dichiarato che “il governo e la CAA stanno lavorando 24 ore su 24 per supportare tutte le persone colpite e intraprendendo un’operazione di emergenza per rimpatriare gli oltre 150.000 passeggeri bloccati all’estero”.

Fonte: Daily Mail