Attacco Torri Gemelle, il terrorista liberato torna in Marocco: accolto come un eroe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2018 6:05 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 20:17
Attacco Torri Gemelle, il terrorista liberato torna in Marocco: accolto come un eroe (foto Ansa)

Attacco Torri Gemelle, il terrorista liberato torna in Marocco: accolto come un eroe (foto Ansa)

ROMA – Mounir el-Motassedeq, condannato in Germania per essere stato coinvolto nell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, è tornato nel suo paese d’origine come uomo libero ed è stato accolto come un eroe.

Il Daily Mail lo ha rintracciato in un sobborgo di Marrakesh, dove ora vive con la moglie e i figli. E’ il primo avvistamento da quando è stato rilasciato dal carcere Fuhlsbuttel di Amburgo dove era detenuto. Scortato da agenti delle forze speciali e cecchini, è salito bendato e in manette a bordo di un elicottero Puma e poi la sera stessa si è imbarcato su un aereo di linea marocchino, accompagnato dalla polizia federale.

Dopo l’arrivo al sobborgo di Marrakesh, si è recato a pregare nella moschea, salutato dai suoi sostenitori. Un amico di famiglia ha descritto scene di giubilo per il ritorno di Mounir el-Motassedeq, sembra che per vederlo le persone si siano mosse da tutto il Marocco.

Il 44enne el-Motassedeq, descritto nei tribunali tedeschi come il “tesoriere” dei dirottatori dell’11 settembre, per il ruolo avuto negli attacchi al World Trade Center e al Pentagono in cui hanno perso la vita 2.997 persone, in prigione ha trascorso meno di 15 anni. In Germania, nel 1995 si avvicinò al terrorista Mohammed Atta, considerato il leader a tutti gli effetti dei 19 dirottatori coinvolti negli attentati dell’11 settembre e, soprattutto, a capo del commando suicida che dirottò il volo American Airlines 11 e fece schiantare l’aereo contro la Torre Nord del World Trade Center.

L’unico altro condannato per l’11 settembre, Zacarias Moussaoui, sta scontando sei ergastoli in un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti dopo aver ammesso di far parte degli attentati. Ma ora sembra tutto lontano per el-Motassadeq che nel sobborgo di Marrakesh sorrideva, stringeva la mano ai vecchi amici fuori dalla villetta a schiera di tre piani appartenuta al padre defunto Ibrahim e sosteneva di essere troppo impegnato per rilasciare dichiarazioni. Sulla via del ritorno dalla moschea, nel quartiere di Dawdiyat, el-Motassedeq è stato visto parlare e ridere con un amico. In seguito è salito a bordo di una BMW con il fratello e altri due uomini. Un paio d’ore dopo è tornato e si è diretto subito a casa. Non c’era alcuna palese sorveglianza nella proprietà, sebbene le fonti della polizia avessero detto che sarebbe stato sorvegliato.

Quando il Mail ha chiesto alla sorella, che vive nella stessa abitazione, se fosse felice della liberazione, ha risposto “hamdullah”, lode a Dio. Hayat, un suo vecchio amico, al tabloid britannico ha riferito:”Lo conoscevo già prima che andasse in Germania. Va alla moschea per pregare, non c’è nulla di sospetto. La gente arriva per vederlo e dorme nella sua casa”. Ha aggiunto che el-Motassadeq è stato “molto ben educato” e non credeva di aver fatto qualcosa di sbagliato. “Ho capito che era soltanto amico di persone che l’hanno fatto”, riferendosi all’attentato. El-Motassadeq è stato rilasciato il 15 ottobre prima di terminare la condanna a 15 anni a condizione che accettasse di essere deportato in Marocco. Se mai dovesse tornare consentirebbe alla Germania di arrestarlo nuovamente.