Trenton McKinley in coma, genitori donano organi: staccano respiratore e si risveglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2018 13:38 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 13:38
Trenton McKinley si risveglia dal coma: stavano per donare gli organi

Trenton McKinley in coma, genitori donano organi: staccano respiratore e si risveglia

MONTGOMERY – In coma da settimane, i medici lo avevano dichiarato in “morte cerebrale” e così i genitori di Trenton McKinley, ragazzino di 13 anni, avevano acconsentito a donare gli organi. Proprio nel momento in cui è stato deciso di staccare la spina, Trenton però si è risvegliato.

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E’ accaduto a Mobile, una città in Alabama, e si parla di un vero miracolo. I medici infatti non si spiegano come il ragazzino, che risultava ormai in morte cerebrale, abbia potuto risvegliarsi e ora stanno tentando di capire cosa sia successo.

La storia di questo ragazzino inizia lo scorso marzo, quando è rimasto coinvolto in un incidente dove aveva battuto violentemente la testa sul cemento riportando 7 fratture al cranio. Subito è stato soccorso, ma i danni al cervello sembravano irreparabili e Trenton è entrato in coma. Per i medici, il ragazzino sarebbe rimasto in stato vegetativo e così i genitori, dopo settimane, hanno deciso di staccare la spina e aiutare cinque bambini che avevano bisogno di un trapianto di organi, come racconta la madre Reindl:

“C’erano cinque bambini in attesa di trapianto. Vista la situazione, e stando alle previsioni dei medici, sembrava ingiusto accanirsi nel tentativo di mantenerlo in vita a tutti i costi, anche perché i suoi organi si stavano danneggiando sempre più”.

Una volta presa la decisione di staccare la spina, il ragazzino ha iniziato a respirare da solo fino a risvegliarsi completamente. Il recupero completo è ancora lontano, il piccolo ha perso 20 chili, soffre di dolore ai nervi e di convulsioni e dopo tre interventi dovrà essere operato per un quarto, ma il peggio sembra essere passato e racconta ai media americani:

“Ero in un campo aperto e camminavo dritto. Il fatto che io sia di nuovo qui non ha altra spiegazione se non Dio. Non c’è un’altra possibilità. Persino i medici lo hanno detto. Potrei mettere patatine e salsa lì dentro e mangiarle direttamente da lì – dice ridendo, riferendosi alla profonda ammaccatura che attualmente si ritrova sulla testa – Eviterei di usare piatti e nessuno dovrebbe più lavarli per me, ma mia madre non vuole lasciarmelo fare”.

 

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