Trisha Taylor, la 31enne affetta da osteogenesi imperfetta è diventata mamma

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Settembre 2020 8:31 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2020 16:37
Trisha Taylor, foto Ansa di un ospedale

Trisha Taylor, la 31enne affetta da osteogenesi imperfetta è diventata mamma (foto Ansa)

Trisha Taylor, 31enne alta meno di 90 cm e affetta da osteogenesi imperfetta, nota come malattia delle ossa fragili, nel 2015 aveva deciso di diventare mamma nonostante il parere contrario dei medici.

Correva il rischio che durante la gravidanza la pressione del bambino avrebbe potuto “distruggere le sue ossa”. Sono talmente fragili che un colpo di tosse o uno starnuto potrebbero comportare una frattura.

Ma insieme al marito Michael, alto 1,85, volevano un figlio e dopo due aborti spontanei è stato concepito Maven.

E’ nato con il parto cesareo all’ottavo mese di gravidanza, ora ha 4 anni è sano e non ha ereditato l’osteogenesi imperfetta (OI), una rara patologia genetica.

A Trisha Taylor, 31 anni, di Boise, Idaho, è stata diagnosticata l’OI da neonata, dopo essere nata con 150 ossa fratturate.

La patologia colpisce la produzione di collagene, comporta fragilità delle ossa che si fratturano al minimo impatto. Altri sintomi includono articolazioni ipermobili, altezza ridotta, problemi di formazione dei denti, dolori articolari e problemi di udito.

Tuttavia ha lavorato instancabilmente per diventare forte così da spostare autonomamente la sedia a rotelle, che utilizza da quando aveva due anni e mezzo, e alzarsi dal letto. Racconta che di recente ha lanciato il suo blog “And She Did” – E lei lo ha fatto – per motivare le altre persone. “Quando ho detto al medico che volevo un bambino, ricordo che mi ha consigliato di non rimanere incinta.

“Il verbo “potere” era ricorrente. “Potresti morire, potrebbe morire il bambino. “Ma non avevo tempo per i potresti e i potrebbe e dopo tanto duro impegno, ho dato il benvenuto al mio bambino”.

“Ancora oggi la gente non riesce a credere che io l’abbia partorito. Chiedono se Maven è è mio figlio e rispondo con orgoglio che “è cresciuto nella mia pancia”. (Fonte: Daily Mail).