Trump (con Melania e figlio) nel bunker della Casa Bianca. Fuori la protesta per la morte di George Floyd, non una minaccia nucleare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 14:33 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 14:33
Trump (con Melania e figlio) nel bunker della Casa Bianca. Fuori la protesta per la morte di George Floyd, non una minaccia nucleare

Casa Bianca circondata dai contestatori per la morte di George Floyd. Trump un’ora nascosto nel bunker (Ansa)

ROMA – Il presidente “law and order”, legge e ordine, venerdì sera è stato costretto a nascondersi nel bunker della Casa Bianca.

Donald Trump si è dovuto auto-segregare nelle segrete del palazzo del potere supremo, di fronte all’esplosione delle proteste seguite all’ennesima morte di un afroamericano – George Floyd – provocata dalla Polizia.

Come se gli Usa fossero sotto attacco di una potenza straniera, come se un Kim impazzito avesse spinto davvero il bottone di un attacco nucleare.

Non il massimo per un leader che minacciava rappresaglie via twitter (“ai disordini seguono le sparatorie”), un atteggiamento di sfida per cui tutti i contestatori vengono associati a pericolosi radicali di sinistra.

Gli agenti del Secret service hanno portato il presidente americano in un bunker sotterraneo della Casa Bianca per quasi un’ora venerdì sera, quando la protesta per la morte di George Floyd si è infiammata anche a Washington davanti alla presidenza Usa.

Lo scrive il New York Times, citando una fonte a conoscenza diretta dell’episodio.

Anche Melania e il figlio Barron sono stati condotti nel bunker insieme a lui, ha aggiunto la Cnn confermando la notizia.

Nella capitale intanto i tafferugli proseguono, anche ieri fino a tarda sera davanti e nei pressi della Casa Bianca, dove la polizia ha usato i lacrimogeni e gli spray urticanti per rispondere al lancio di oggetti da parte di alcuni manifestanti, che protesta anche contro Trump.

In Lafayette Square i dimostranti hanno acceso un grande falò, altri hanno acceso diversi piccoli roghi e danneggiato alcuni edifici: un denso fumo nero ha letteralmente oscurato la Casa Bianca.

I poliziotti hanno usato diverse volte i lacrimogeni, i gas urticanti e le granate stordenti per disperdere la folla.

Una volta sgomberati dagli agenti, i dimostranti, sfidando il coprifuoco, sono rimasti in zona e sono tornati a più riprese a fronteggiare gli agenti schierati con scudi e manganelli. (fonti New York Times e Cnn)