Trump, doppia censura social: Facebook i simboli nazisti, Twitter la manipolazione dei media

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2020 11:21 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2020 11:21
Trump, doppia censura social: Facebook i simboli nazisti, Twitter la manipolazione dei media

Il,tweet censurato di Trump (Ansa)

ROMA – Doppio colpo social nei confronti di Trump nel giro di poche ore.

Censura di Facebook dei simboli nazisti usati nei suoi spot, censura di Twitter di un video taroccato con bollino rosso di avvertenza per manifesta “manipolazione dei media”.

In mezzo la solita gaffe, stavolta a proposito del giorno in cui si commemora il giorno della fine della schiavitù.

E le ripetute accuse alla Cina, secondo cui il coronavirus è stato creato per danneggiare le economie occidentali concorrenti.

Simbolo nazista nel post, Facebook censura

Facebook censura Donald Trump, rimuovendo alcuni spot elettorali della campagna per la sua rielezione (Team Trump) che contengono simboli nazisti e di istigazione all’odio.

“Non permettiamo simboli che rappresentano organizzazioni e ideologie ispirate all’odio senza che siano contestualizzati o oggetto di condanna”, scrive il social di Mark Zuckerberg.

In questo caso si trattava di un triangolo rosso capovolto, simbolo usato dai nazisti per indicare i prigionieri politici.

Bollino rosso sul tweet di Trump: “manipulated media”

Twitter censura ancora una volta Donald Trump.

Manipulated media‘, la scritta comparsa sotto un tweet in cui il tycoon ha postato una versione ‘taroccata’ di un video molto popolare sui social, virale fin dal 2019.

Quello di due bimbi, uno bianco e uno afroamericano, che corrono l’uno verso l’altro alla fine abbracciandosi.

Nel video postato dal presidente americano si vede invece il bimbo bianco inseguire quello nero e sotto la scritta: “Bambino terrorizzato fugge da bambino razzista”.

La gaffe sul giorno che ricorda la fine della schiavitù

Gaffe di Donald Trump, che si è vantato di aver reso popolare il ‘Juneteenth‘, la commemorazione annuale della fine della schiavitù in Usa, fissando il suo primo comizio post emergenza coronavirus in coincidenza dell’anniversario (19 giugno) ma rinviandolo poi al giorno successivo in seguito alle critiche della comunità afroamericana.

“Ho fatto qualcosa di buono: ho reso il Juneteenth molto famoso”, ha detto in una intervista al Wall Street Journal.

“E’ davvero un evento importante ma nessuno ne aveva mai sentito parlare”, ha aggiunto.

Peccato che la Casa Bianca abbia diffuso in ciascuno dei suoi tre anni di amministrazione una nota ufficiale di commemorazione.

E che, anche se non si tratta di una festa federale, sia largamente celebrata dagli afroamericani e osservata da 47 Stati su 50, oltre alla capitale. (fonte Ansa)