Trump flop, a Tulsa “fregato” dai ragazzini social. Su TikTok la trappola per sabotare la convention

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 11:58 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 11:58
Trump: il flop a Tulsa "organizzato" su TikTok dai ragazzini

Trump flop, larena di Tulsa semi-vuota (Ansa)

ROMA – Donald Trump e la sua campagna sono stati beffati da quello stesso web che usano in modo spregiudicato a fini elettorali.

Il flop del comizio a Tulsa è opera, almeno in parte, di migliaia di utenti adolescenti di TikTok e fan del K-pop, il pop coreano.

Sono stati loro, rivela il New York Times, a sabotarlo, prenotando i biglietti anche con falsi nomi e numeri di telefono per poi non presentarsi.

La loro campagna si è propagata rapidamente su altre piattaforme social come Twitter, Instagram e Snapchat.

“Travolti dai teen-ager su TikTok”

“Abbiamo un milione di richieste“, aveva gongolato a inizio settimana il presidente.

Ma l’arena indoor da 19mila posti è rimasta mezza vuota e il suo staff ha dovuto cancellare anche l’intervento all’esterno per scarsa partecipazione.

“Siete stati travolti dai teenager su TikTok”, ha twittato la giovane star dem Alexandria Ocasio-Cortez in risposta alla campagna di Trump.

Che aveva accusato i “dimostranti radicali” di aver impedito l’accesso ai supporter del tycoon. Ora Trump è infuriato con il suo campaign manager, Brad Parscale.

L’idea di Mary Jo Laupp, 51enne di Fort Dodge

L’offensiva sulla rete è stata ispirata da una signora di 51 anni, Mary Jo Laupp, di Fort Dodge, Iowa.

Aveva visto che gli utenti afroamericani di TikTok erano arrabbiati per la scelta iniziale del presidente di tenere il comizio durante il Juneteenth, la giornata dell’emancipazione dalla schiavitù.

Quindi ha suggerito con un video su TikTok di prenotare i biglietti per il comizio “e lasciarlo in piedi da solo sul palco”.

Una clip, 700mila like,2 mln visualizzazioni

Quando ha controllato il cellulare il giorno dopo, la sua clip aveva oltre 700mila like e più di due milioni di visualizzazioni.

Si era mosso l’esercito degli zoomer, la Generazione Z nata nella seconda metà degli anni ’90 e la fine degli anni 2000, tra gli utenti di TikTok e i fan del pop coreano.

Divertentissimi i video che hanno cominciato a girare, con le scuse più diverse per non andare più al raduno.

Tossi finte, improvvisi cambi di programma, auto senza benzina, emicranie insopportabili, gatti malati.

Poi i teen hanno cancellato le tracce nel giro di 24-48 ore. Uno scherzo da ragazzi, che però non è piaciuto affatto a Trump. (fonte Ansa)