Tsunami in Indonesia: onde di 20 metri, oltre 280 morti e decine di dispersi VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 dicembre 2018 17:35 | Ultimo aggiornamento: 24 dicembre 2018 8:05
Tsunami in Indonesia: oltre 60 morti, 600 dispersi

Tsunami in Indonesia: oltre 60 morti, 600 dispersi (Foto Ansa)

JAKARTA – Il bilancio delle vittime dello tsunami in Indonesia è salito a 222 morti, mentre i feriti sarebbero 843. L’area più colpita è stata la provincia di Banten, dove 126 persone sono state uccise nella rinomata zona balneare, ha detto il portavoce del BNPB, Sutopo Purwo Nugroho. Lo tsunami è stato innescato dall’eruzione del vulcano Krakatau Child, che ha fatto crollare 430 case e nove hotel, provocando gravi danni a 10 navi e danni meno gravi a decine di altre imbarcazioni, ha riferito a Xinhua un portavoce dell’agenzia per la gestione dei disastri Sutopo Purwo Nugroho. Il distretto di Pandeglang della provincia di Banten è stato maggiormente colpito, mentre un impatto è stato subito da altri due distretti di Serang nella provincia e Lampung Selatan nella provincia di Lampung, ha detto Sutopo.

“Ora si prepara una ricognizione aerea per la verifica del disastro”, ha aggiunto. Nel distretto di Pandeglang, enormi ondate hanno scosso zone residenziali e numerose residenze turistiche situate lungo le zone costiere, come il Pantai Tanjung Lesung, Sumur, Penimbang, Teluk Lada dan Carita. “Quando si è verificata la tragedia, molte persone si trovavano in vacanza nelle zone costiere di Pandeglang”, ha spiegato.

Il governo indonesiano ha ammesso che lo “tsunami vulcanico” si è abbattuto sulle coste ad ovest di Banten perché il Paese ha solo un sistema di allerta per questo tipo di eventi provocati da terremoti. Il portavoce dell’agenzia di protezione nazionale (Bnpb), ha infatti spiegato che non vi è stato nessun allarme prima dell’arrivo dell’enorme onda nello stretto di Sunda perché l’Indonesia non ha ancora sviluppato un sistema di allarme per eventi provocati da frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. Ed è proprio un fenomeno del genere che ha provocato il disastro di sabato notte, ha aggiunto il portavoce, spiegando che lo tsunami è stato attivato da una frana sottomarina provocata dall’eruzione del vulcano Anak Krakatau, circostanza che si è combinata con un’onda di marea più alta del solito a causa della luna piena.

“Da questa mattina arrivano nei nostri centri persone rimaste ferite nello tsunami e vengono portati i corpi delle vittime. Nel corso della giornata è aumentato il numero e ci aspettiamo che questo continui nei prossimi giorni” è la testimonianza di Daniel von Rege, “country director” di Medici Senza Frontiere in Indonesia, dal distretto di Pandeglang, uno dei più colpiti dallo tsunami, dove Mfs gestisce due centri della salute, a Labuan e Carita. “Stiamo lavorando con le strutture sanitarie locali e del ministero per rispondere alle esigenze più immediate: i casi più gravi sono trasferiti in ospedali più grandi e le autorità locali stanno prendendosi cura dei corpi delle vittime”, aggiunge von Rege spiegando poi che Mfs sta fornendo un suo sostegno anche sul fronte “del controllo di infezioni e degli standard igenici”. E che con la sua presenza nelle zone così duramente colpite continuerà a “sostenere le autorità sanitarie locali fino a quando sarà necessario”.