Tsunami Indonesia, perché non è stata lanciata l’allerta? “Non era terremoto ma frana”. E sistema di allarme out dal 2012

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2018 8:16 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2018 14:31
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Tsunami Indonesia, perché non è stata lanciata l’allerta?

GIACARTA – C’è un punto interrogativo legato allo tsunami in Indonesia che ieri ha provocato almeno 370 morti. Perché nessuno ha lanciato l’allerta, come accade normalmente in caso di terremoti in grado di provocare onde anomale? La strage si poteva evitare, o comunque limitare? A rispondere a queste domande è il vulcanologo italiano Pier Giorgio Scarlato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulvanologia (Ingv). 

Secondo Scarlato, non è stato possibile attivare il sistema di allerta rapida perché a causare lo tsunami non è stato un terremoto, ma una frana probabilmente collegata a un’eruzione del vulcano ‘figlio’ del temibile Krakatoa, il vulcano Anak.

Il sistema di allarme nelle zone devastate dallo tsunami in Indonesia “non è operativo dal 2012”, a causa della scarsità di fondi, atti di vandalismo e problemi tecnici. Lo ha rivelato il portavoce dell’agenzia per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugroho. Lo tsunami ha colpito le spiagge 24 minuti dopo l’eruzione del vulcano che lo avrebbe scatenato.

“I sistemi di allerta funzionano per i maremoti generati dai terremoti”, spiega Scarlato. “Quando ci sono eruzioni vulcaniche – aggiunge – il magma che risale dalle profondità può generare terremoti, ma nella maggior parte dei casi provoca una deformazione della struttura del vulcano, rendendone i versanti instabili e innescando la formazione di frane”. Un quadro che aiuta a delineare la probabile dinamica dello tsunami che si è abbattuto sulle coste attorno a Sunda Strait, tra le isole di Giava e Sumatra. “Da circa un anno è in corso un’eruzione del vulcano Anak Krakatoa – continua Scarlato – e le bellissime esplosioni attirano molti turisti”. Tuttavia, è difficile affermare se le esplosioni siano le responsabili della frana: secondo l’esperto dell’Ingv il Krakatoa è talmente instabile che il distacco, probabilmente sottomarine, sarebbe potuto avvenire comunque.

Il Krakatoa, vulcano che supera di poco gli 800 metri sul livello del mare, è uno dei peggiori incubi per la popolazione indonesiana. Una sua eruzione, nel 1883, fu una delle più catastrofiche della storia della vulcanologia. L’esplosione fu avvertita fino in Australia, i morti furono circa 36mila. 

Il vulcano Anak, continua ad eruttare e autorità indonesiane hanno invitato anche oggi, 24 dicembre, la popolazione e i turisti a stare lontani dalle spiagge nel timore che possa verificarsi una seconda devastante onda di tsunami.