Tunisi, terzo terrorista in fuga. Superstite: “Ci inseguivano sparando”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Marzo 2015 12:44 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2015 12:44
Tunisi, terzo terrorista in fuga. Superstite: "Ci inseguivano sparando"

Tunisi, terzo terrorista in fuga. Superstite: “Ci inseguivano sparando”

TUNISI – Un terzo terrorista in fuga, due arrestati che in casa tenevano le mappe del museo Bardo, il commando dell’attacco di Tunisi che invita a colpire ancora i turisti. E la tragica testimonianza di un superstite: “Ci inseguivano sparando”. Sono le notizie che arrivano dalla Tunisia, a pochi giorni dalla strage del museo Bardo, con 23 vittime di cui 4 italiane.

Il presidente della Repubblica tunisina Beji Caid Essebsi, in un’intervista in tv dal Bardo, ha detto che gli inquirenti “stanno dando la caccia” al terzo attentatore, che è in fuga ma – assicura – “non andrà lontano”. Il presidente ha inoltre ammesso qualche responsabilità dal punto di vista della mancata sicurezza al Museo.

Media tunisini riportano la notizia dell’arresto nella notte di due terroristi da parte delle forze dell’ordine tunisina a Ras al Jebel, vicino a Bizerta. Sono sospettati di far parte di un gruppo estremista islamico collegato in qualche modo all’attentato del museo del Bardo. Tra il materiale compromettente trovato in loro possesso anche diverse mappe tra cui quelle della zona di confine tra Tunisia e Algeria e alcune del museo del Bardo, considerate riconducibili all’attentato di mercoledì scorso

Il commando dell’attacco di Tunisi invita a colpire ancora i turisti, citando quelli “americani, britannici, francesi e israeliani”. “Investiteli con le auto, sgozzateli sulle spiagge e affogateli nel mare” è l’appello che un complice del commando fa in un documento ottenuto da ‘Terra’, il settimanale di Toni Capuozzo in onda lunedì su Rete 4.

Un passeggero della Costa Fascinosa racconta quella tragica mattina: “Ero appena sceso dal pullman 27 quando ho sentito i primi colpi di mitra. La signora dietro di me è morta con un colpo nel collo e io, con la mia guida, sono scappato dentro il museo inseguito dai terroristi che sparavano in continuazione”. Lo ha detto Massimo Zanarini, uno dei passeggeri di Costa Fascinosa rimasto coinvolto nell’attentato al museo del Bardo. “Siamo scappati mentre ci inseguivano sparando, ho sentito l’esplosione di una granata e ci siamo salvati sfondando una porta e trovandoci di fronte all’ingresso della Camera dei deputati tunisina e di un posto di polizia”.