Tunisia, reporter precario si dà fuoco in piazza. Come fece Mohamed Bouazizi VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Dicembre 2018 9:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2018 11:53
Tunisia, reporter precario si dà fuoco in piazza. Come fece Mohamed Bouazizi

Tunisia, reporter precario si dà fuoco in piazza. Come fece Mohamed Bouazizi

TUNISI – Si è dato fuoco in piazza dei Martiri a Kasserine, in Tunisia. Così un giovane reporter tunisino di Telvza tv, Abderrazak Zorgui, si è tolto la vita in segno di protesta il giorno della Vigilia di Natale: è morto poche ore dopo il drammatico gesto.

In un video postato su Facebook poco prima, il giornalista ha spiegato le sue ragioni, denunciando la sua precarietà e ha lanciato un appello ai disoccupati della regione affinché scendano in piazza per reclamare il loro diritto al lavoro e ad un futuro migliore. Il giovane si scaglia anche contro il governo centrale per aver dimenticato Kasserine, spesso mascherandosi dietro alla lotta al terrorismo nella regione. 

“Per quanto mi riguarda – ha dettp  oggi ho deciso di iniziare una rivoluzione per conto mio. Chi mi vuole sostenere è il benvenuto. Ho intenzione di protestare da solo, di immolarmi e se una persona otterrà un lavoro grazie a me, ne sarò felice”.  Il reporter accusa il governo di non aver mai rispettato le promesse fatte dopo la Rivoluzione dei gelsomini e di continuare a favorire la corruzione invece di dare lavoro ai disoccupati.

Nel video Zorgui dice inoltre di parlare a nome di “tutti coloro che non hanno mezzi di sussistenza, che non possono trovare da mangiare e che quando protestano vengono accusati di terrorismo”. Zergui trasportato immediatamente all’ospedale regionale della città in condizioni disperate è stato trasferito al reparto grandi ustionati di Ben Arous dove poi è morto per le complicanze riportate.

Dopo il suicidio del giovane reporter, le forze dell’ordine hanno usato i gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di giovani manifestanti scesi in piazza per rivendicare il loro diritto ad un futuro migliore e all’occupazione. 

Il gesto del giovane reporter tunisino ricorda quello analogo del venditore ambulante Mohamed Bouazizi, che allo stesso modo scelse di protestare contro le autorità che gli avevano sequestrato la merce, il 17 dicembre 2010. Bouazizi si diede fuoco a Sidi Bouzid, e il suo gesto fu lo spunto per una serie di proteste popolari che sfociarono nella Rivoluzione dei gelsomini che costrinse, neanche un mese dopo, l’allora presidente Ben Ali alla fuga dal Paese.

La situazione socio-economica delle regioni marginalizzate del centro e del sud della Tunisia, dopo otto anni di promesse mancate, è rimasta pressoché invariata, con punte di disoccupazione giovanile intorno al 30%.

Il sindacato nazionale giornalisti tunisini (Snjt) a seguito della notizia della morte del giovane corrispondente ha annunciato in un comunicato la possibilità di indire uno sciopero generale della categoria. Per il sindacato infatti, è lo Stato che ha “contribuito a diffondere la corruzione e il denaro sospetto nel settore dei media assoggettandoli ad alcuni interessi”. Lo Stato tunisino inoltre, secondo quanto si legge nel comunicato, ha fallito nel controllare i media e la loro conformità alle leggi sul lavoro a scapito dei giornalisti.